Nell’ultimo anno, l’adozione di strumenti di Intelligenza Artificiale (AI) da parte dei consumatori è cresciuta in modo significativo, coinvolgendo oggi il 43% degli utenti che li utilizzano quotidianamente. Questa tendenza segna un cambiamento importante nel modo in cui le persone cercano informazioni e prendono decisioni di acquisto, con implicazioni rilevanti per le PMI che vogliono mantenere o aumentare la propria visibilità online.

L’intelligenza artificiale guadagna fiducia ma resta la verifica incrociata
Secondo il report 2025 AI Search Archetypes, quasi due terzi dei consumatori (62%) si fidano dell’AI per guidare le scelte di brand, equiparando l’affidabilità dei motori di ricerca tradizionali nei momenti decisionali. Tuttavia, solo il 10% si fida del primo risultato generato dall’AI senza effettuare controlli, mentre ben il 48% verifica le risposte su più piattaforme. Questo significa che la fiducia verso l’AI è in crescita ma non cieca: le aziende devono garantire informazioni coerenti e strutturate su tutti i canali per costruire credibilità.
La ricerca locale e il ruolo chiave dei motori tradizionali
Interessante è anche il dato relativo alla ricerca di prodotti o servizi locali: il 68% degli utenti utilizza strumenti di AI per queste ricerche, ma solo il 19% si fida dei risultati forniti dall’AI, contro il 45% che preferisce i risultati dei motori di ricerca classici. Questo suggerisce che nelle ricerche geolocalizzate e di prossimità il content marketing e la SEO tradizionale rimangono fondamentali per attrarre clienti.
Un divario generazionale nell’uso di AI e motori di ricerca
Lo studio evidenzia un forte divario tra generazioni nell’adozione e nel modo di usare l’AI. I Millennials sono i più avanti nell’uso combinato di AI e motori di ricerca, utilizzando l’AI per avere risposte rapide e i motori tradizionali (69%) per approfondimenti dettagliati su prodotti. La Gen Z utilizza l’AI soprattutto per brainstorming e guide pratiche (48%), affiancando anche i social media (45%) come fonte d’idee. La Gen X invece impiega l’AI per contesti più profondi e sommari, ma si affida ancora per il 70% alle ricerche tradizionali per la conoscenza generale. Infine, i Boomers risultano più restii nell’utilizzo dell’AI, con il 26% che non lo usa per attività comuni e l’80% che si affida ai motori di ricerca tradizionali.
Perché le PMI devono investire in una strategia omnicanale e strutturata
Il messaggio chiave per le PMI è chiaro: con l’aumento esponenziale nell’uso di AI, ma anche la persistente abitudine a verificare più fonti, è fondamentale adottare una strategia digitale che assicuri informazioni aggiornate e uniformi su tutti i punti di contatto digitali — dal sito aziendale ai social, passando per i marketplace e piattaforme vocali. Solo così si garantisce visibilità e autorevolezza per intercettare consumatori sempre più esigenti e informati.
Conclusioni
L’adozione e l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale nel processo di ricerca stanno cambiando il panorama digitale. Le PMI devono cogliere questa opportunità per integrare in modo intelligente l’AI nelle proprie strategie di marketing, senza però trascurare i canali tradizionali. Investire nella qualità e coerenza dei contenuti diventa quindi ancora più importante per mantenere la fiducia dei clienti su tutte le piattaforme.



