LA COMUNICAZIONE NELL’ERA DELL’INDUSTRIA 4.0. Dieci consigli per non perdere efficacia (e clienti)

Si sente ogni giorno parlare di industria 4.0, di sviluppo digitale, di realtà aumentata, ecc. con un unico obiettivo: incentivare le imprese alla digitalizzazione, allo sviluppo di processi produttivi capaci di rendere migliori le performance organizzative. Ed in effetti in Italia ne abbiamo un gran bisogno. Automazione, raccolta ed analisi dei dati di processo, ecc. sono soluzioni indispensabili per mantenere alto il livello di competitività delle aziende.

Eppure a volte si dimentica una parte fondamentale: la comunicazione.


La digitalizzazione della comunicazione

Prima di tutto ricordiamolo: la comunicazione (o promozione) è una leva fondamentale del marketing aziendale. Mi preme sottolinearlo perché molto spesso ci si focalizza sulla produzione, sulle strategie di prezzo o sulla distribuzione dimenticandosi dell’importanza di far conoscere al mondo i propri prodotti o servizi.  Per questa ragione nell’evoluzione aziendale verso il digitale anche la comunicazione sta subendo dei grossi cambiamenti.

Una volta infatti bastava la televisione, il quotidiano e pochi altri strumenti per riuscire ad ottenere un’ampia visibilità presso un pubblico ancora incantato da un mondo che non conosce. Ma adesso che i media sono saturi, che le difese dei nostri potenziali clienti sono altissime, come fare per incontrare il loro gradimento? Gli strumenti digitali ci aiutano tantissimo per almeno due ragioni:

  • Democratizzazione della comunicazione: tutte le aziende possono accedere alla comunicazione pubblicitaria digitale in virtù di costi sostenibili e proporzionabili a tutte le realtà aziendale (dalle micro alla grandi imprese).
  • Precisione della comunicazione: la possibilità di targettizzare le campagne pubblicitarie garantisce un’altissima precisione nel coinvolgere persone in target ed interessate alla mia offerta.

La comunicazione quindi va pensata per il nuovo mondo, per il modo con cui ogni giorno tutti quanti usiamo gli strumenti digitali. E in aggiunta va adeguata a questi nuovi strumenti. In definitiva il nostro potenziale target non è cambiato, tuttavia è cambiato il suo comportamento, il suo modo di reperire informazioni, di decidere se e cosa acquistare. E la maggior parte delle informazioni passa attraverso strumenti digitali quali smartphone, tablet, pc. Ecco quindi che la comunicazione digitale diventa fondamentale per ogni azienda perché pone le basi per:

  • Sviluppare brand forti (non dimentichiamo che brand come Amazon o Google hanno costruito sul web la loro fortuna e ogni giorno migliorano la loro comunicazione digitale per migliorare l’esperienza dei propri clienti)
  • Fare informazione individuando i luoghi in cui ci sono persone interessanti per le aziende (Siti, Blog, Social, …)
  • Vendere (lo sapevate che anche le persone che non comprano online si informano tramite il web prima di andare in negozio? E sapete che gli over 70 usano sempre più gli strumenti digitali?)

Dieci consigli per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione

  1. Pianificare una strategia integrata (online e offline)
  2. Definire con precisione chi sono i nostri clienti
  3. Scegliere cosa comunicare e come comunicare
  4. Creare un’immagine coordinata coerente e identificabile su tutti gli strumenti utilizzati
  5. Creare sempre un sito internet (non una pagina facebook!)
  6. Scegliere alcuni strumenti e gestirli con continuità
  7. I social network non sono una moda: se creiamo una pagina rendiamola attiva e ricca di contenuti
  8. Nel digitale si ha la possibilità di migliorare la comunicazione quasi in maniera istantanea: quindi fare continui test!
  9. Monitorare i dati: non sono di certo garanzia di successo ma sono quanto di più utile abbiamo a disposizione per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione
  10. Dialogate con i vostri clienti: parlate e chiedete informazioni, vi aiuterà a perfezionare i vostri prodotti o servizi!

Gli assistenti vocali e il marketing nel 21esimo secolo

Avete presente gli assistenti vocali? Si, proprio quelli che somigliano tanto a dei giochini che rispondono alle vostre domande.

E se vi dicessi che tra poco faranno la spesa al posto vostro?

Vi sembra uno scenario un po’ troppo azzardato? Non lo è affatto. Nei prossimi 10 anni gli assistenti vocali rivoluzioneranno le nostre abitudini, a partire dalla spesa settimanale. Se ci pensate bene, negli ultimi anni abbiamo iniziato a conoscerli grazie ai nostri smartphone; Siri, Google Assistant, Alexa, Bixby, hanno fatto l’ingresso nella nostra vita in punta di piedi, fino a circa un anno addietro, periodo nel quale hanno debuttato in Italia i dispositivi Google Home, con i quali sempre più prodotti e dispositivi “casalinghi” sono in grado di comunicare, dal termostato alle lampadine, dall’impianto di allarme al condizionatore e agli elettrodomestici in cucina.

Quello che si sta prefigurando è dunque un decennio che vedrà questi dispositivi dialogare in modo autonomo con sempre più servizi, tanto da rendere necessario per noi il solo utilizzo della nostra voce per comandarli.

Le nostre abitudini alimentari, come i gusti musicali e le nostre passioni, non sono e non saranno in futuro un mistero per aziende come Amazon, Google, Apple e compagnia, tanto che le aziende che vorranno proporci i loro prodotti, dovranno probabilmente fare i conti con gli algoritmi di filtraggio di questi dispositivi “intelligenti” con i quali dialogheremo sempre più spesso, per arrivare a noi.

Ma torniamo al presente riprendendo un passaggio dell’articolo “Il Marketing nell’era di Alexa” di HBR (Harvard Business Review).

“Gli assistenti virtuali guidati dall’AI (Intelligenza Artificiale) stanno colonizzando rapidamente le case dei consumatori. Gli analisti stimano che Amazon, per esempio, abbia venduto qualcosa come 25 milioni di smart speaker Echo, che gli acquirenti utilizzano per entrare in contatto con la sua assistente digitale, Alexa, e stando alle previsioni quel numero dovrebbe più che raddoppiare entro il 2020. Se teniamo conto dei milioni di altri dispositivi che la ospitano già tramite i sistemi operativi iOS o Android, il tasso di penetrazione nel mercato di Alexa appare ancora più elevato. Google Assistant, a cui si accede prevalentemente tramite i cilindretti Google Home e i telefonini Android, è ormai disponibile

 su 400 milioni di apparecchi. Nei mesi scorsi Apple ha lanciato un home-pod che impiega l’assistente digitale Siri, e Samsung ha acquisito Viv, un’azienda specializzata nello sviluppo di smart assistant fondata dai creatori di Siri, per potenziarne la piattaforma Bixby AI. Microsoft e Tencent hanno piattaforme specifiche per i loro assistenti AI (Cortana e Xiaowei), e gli assistenti virtuali Chumenwenwen e Xiaoice (che è capace di sostenere conversazioni misteriosamente simili a quelle umane e avrebbe 40 milioni di utilizzatori registrati) sono già molto popolari in Cina.

La piattaforma raccoglierà e fornirà informazioni, e l’assistente sarà l’interfaccia del consumatore con sistemi di domotica, elettrodomestici e altre macchine. L’assistente sarà anche il portale di accesso a un centro commerciale infinito, che metterà a disposizione ogni sorta di beni e di servizi.

Più i consumatori la useranno, più la piattaforma ne capirà le abitudini e le preferenze, e meglio risponderà alle loro esigenze – accrescendone la soddisfazione in un ciclo che si autorinforza.

Oggi i brand devono il loro successo alla capacità di segnalare la qualità dei prodotti e di conquistare la lealtà degli acquirenti. Ma in un mondo dominato dalle piattaforme AI, gli operatori di marketing potrebbero scoprire che i consumatori si fidano più degli assistenti digitali che dei brand. In molti casi, le attività che aiutano i brand a cementare nel tempo le relazioni con gli acquirenti – capire e soddisfare i bisogni delle persone, garantire la qualità e mettere costantemente al centro gli interessi dei consumatori – verranno svolte meglio dalle piattaforme AI.”

Le imprese dovranno dunque abituarsi a dialogare con queste “Intelligenze” con un approccio totalmente diverso da quello che fino ad ora hanno utilizzato per rendere fedeli i clienti “umani”.

In un’era nella quale la fedeltà dei consumatori ai brand vacilla come non mai, gli assistenti virtuali potrebbero assestare il colpo di grazia ad una tipologia di marketing imperante da oltre 50 anni.

 

Luca Presta

BONUS PUBBLICITA’ 2018: COME RICHIEDERLO

Al via la trasmissione delle comunicazioni per il bonus pubblicità. Il 22 settembre 2018 è il primo giorno utile per impreselavoratori autonomi ed enti non commerciali per presentare, in via telematica, il modello per beneficiare del credito d’imposta per gli anni 2017 e 2018 in relazione agli investimenti incrementali in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, anche on-line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.
L’invio sarà possibile fino al 22 ottobre 2018 tramite i servizi resi disponibili nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, a cui è possibile accedere mediante l’identità SPID oppure mediante le credenziali Entratel o Fisconline, rilasciate dall’Agenzia, oppure mediante la Carta Nazionale dei Servizi.
La trasmissione può essere effettuata o direttamente, da parte dei soggetti abilitati ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o tramite una società del gruppo (se il richiedente fa parte di un gruppo societario) o tramite gli intermediari abilitati indicati nell’articolo 3, comma 3, del D.P.R. n. 322/1998 (professionisti, associazioni di categoria, CAF, altri soggetti).

BANDO VOUCHER DIGITALI 4.0 IN FAVORE DELLE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI LECCE

Al via il bando relativo ai VOUCHER DIGITALI 4.0, elaborato dalla Camera di Commercio di Lecce nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0, al fine di promuovere e diffondere la cultura e la pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) della provincia di Lecce.

Le risorse disponibili ammontano a € 146.000,00; i voucher avranno un importo massimo di € 5.000,00 ed è prevista una ulteriore premialità per le imprese che vantano il rating di legalità.

La Camera di Commercio di Lecce, tramite il PID camerale – Punto Impresa Digitale, intende sostenere la oramai indispensabile trasformazione digitale delle imprese, favorendo sia l’utilizzo da parte delle MPMI di  soluzioni e servizi focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, sia la domanda delle imprese di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche, nonchè l’implementazione di modelli di business derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie.

Le richieste di voucher devono essere trasmesse, a partire dalle ore 9:00 del 13 luglio 2018, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e – gov, utilizzando obbligatoriamente un’utenza intestata all’impresa.

Ulteriori info e testo del bando: www.le.camcom.gov.it

Fonte: Camera di Commercio di Lecce

MOBILE MARKETING: GUIDA PRATICA

L’Era del Cliente. È così che gli analisti definiscono il contesto socio-economico che stiamo vivendo, caratterizzato da consumatori che non si accontentano di acquistare semplicemente un prodotto, ma chiedono di vivere esperienze profonde d’interazione con i brand.

L’affermarsi delle tecnologie digitali, mobile e social media in particolare, ha accelerato il trasferimento del potere decisionale dall’azienda al cliente, che diventa il vero protagonista dell’esperienza di acquisto. Si tratta di uno scenario radicalmente diverso rispetto all’era in cui il cliente, sostanzialmente ‘eterodiretto’, adeguava i propri bisogni all’offerta delle aziende. Oggi sono le aziende che devono anticipare ‘sogni e bisogni’ dei clienti per entrare in sintonia profonda con loro.

questo link vi proponiamo dunque una mini guida per aziende che vogliano iniziare ad affacciarsi al mondo del digitale per provare a migliorare le proprie performances di vendita tramite un più profondo coinvolgimento dei propri clienti durante la loro esperienza d’acquisto.

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

Bonus per la formazione 4.0 più vicino. E’ stato firmato dai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al credito di imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018. L’incentivo si avvicina così al compimento dopo un lungo iter che ha riguardato l’esame della Ragioneria dello Stato.

Il bonus punta a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane: prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

La piena operatività del credito di imposta rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

“Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi in CdM della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici – dice Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa”.

Sul fronte Industria 4.0 oggi il cdm su proposta del Mise e delle Finanze ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale. A questo scopo è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. Inoltre viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso efficiente delle risorse del predetto Fondo, al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero.

FONTE: https://urly.it/368p

ITALIA TURISMO, EMANATO IL BANDO PER LA VENDITA DELLA SOCIETA’

C’è tempo fino al 31 marzo 2018 per partecipare al bando promosso da Invitalia che consente di accedere alla gara per la vendita di Italia Turismo, la società controllata che si occupa di investimenti in campo turistico, di riqualificazioni e rilancio di strutture ricettive.
L’azienda possiede proprietà immobiliari in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il valore di riferimento per la cessione integrale della partecipazione, pari al 100% del capitale sociale di Italia Turismo S.p.A., è di € 96.479.000,00 e il valore di riferimento per la cessione dei quattro lotti relativi agli asset facenti capo a Italia Turismo S.p.A. è complessivamente pari a € 195.808.891.

Maggiori dettagli disponibili sul sito di Invitalia.

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

Bonus per la formazione 4.0 più vicino. E’ stato firmato dai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al credito di imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018. L’incentivo si avvicina così al compimento dopo un lungo iter che ha riguardato l’esame della Ragioneria dello Stato.

Il bonus punta a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane: prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

La piena operatività del credito di imposta rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

“Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi in CdM della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici – dice Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa”.

Sul fronte Industria 4.0 oggi il cdm su proposta del Mise e delle Finanze ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale. A questo scopo è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. Inoltre viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso efficiente delle risorse del predetto Fondo, al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero.

FONTE: https://urly.it/368p

CREARE MODELLI DI BUSINESS VINCENTI

Sei un imprenditore e vorresti innovare il tuo business?
Sei un giovane intento ad avviare una nuova impresa?
Forse non lo sai, ma una nuova e buona prassi per fare innovazione è utilizzare strumenti che stimolino la partecipazione attiva e che ti possano dare un’immediata idea di come sta agendo il tuo business e di come potrebbe agire se cambiassi alcuni degli elementi che caratterizzano la tua impresa.
Di cosa parliamo? Parliamo del BUSINESS MODEL CANVAS, uno strumento innovativo che ti permetterà di comprendere chi sono e cosa si aspettano i tuoi clienti al fine di attivare tutte le risorse e le attività necessarie per soddisfare le loro aspettative.
Quindi niente più domande tipo:

  • Cosa sappiamo produrre? Cosa possiamo vendere?
  • Come possiamo raggiungere tutti i clienti?
  • Chi sono i clienti importanti in questo momento?
  • Come riusciamo a raggiungere i clienti?
  • Che cosa può essere profittevole per noi?

Bensì un cambio di prospettiva che ci deve spingere a chiederci:

  • Di che cosa hanno bisogno i clienti? Quali sono le loro aspettative?
  • A quali clienti ci vogliamo rivolgere? Ci sono dei non clienti che potremmo raggiungere?
  • Quali saranno i clienti importanti in futuro?
  • Come vogliono essere raggiunti i clienti?
  • Per quale valore i clienti sono disposti a pagare?

Il Business Model Canvas quindi rappresenta un modello che dà a tutte le imprese, grandi e PMI, l’opportunità di realizzare un cambiamento condiviso che in termini aziendali vuol dire:

  • Maggiore capacità di rispondere alle esigenze dei clienti
  • Migliore efficienza e qualità
  • Maggiore produttività
  • Maggiore capacità di leggere il mercato e di innovare prima della concorrenza

Se vuoi approfondire questo nuovo modo di fare impresa, non esitare a contattarci compilando il form; saremo pronti a darti tutte le informazioni necessarie per il tuo business!

NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

A partire dal prossimo 28 maggio 2018 entrerà in vigore la nuova normativa relativa al trattamento dei dati personali.
L’attuale codice della privacy, contenuto nel D.Lgs. n. 196-2003, dovrà quindi accogliere tutte le novità di matrice europea, per evitare che con l’avvento del 25 maggio 2018 si crei confusione tra l’attuale norma nazionale e il Regolamento 2016/679 che diventa operativo a prescindere da qualunque adeguamento ad opera dei singoli Paesi UE.

Ecco di cosa si tratta:

  • Con l’avvento del nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati le imprese e i liberi professionisti dovranno metter mano al tema privacy con uno sguardo più ampio che riguaderà non soltanto il territorio italiano bensì quello europeo.
  • Si avrà quindi il vantaggio di avere un’unica autorità per la protezione dei dati anche per chi svolge attività all’estero.
  • Il focus della nuova normativa sarà quello di sensibilizzare le imprese ad avere un approccio al tema che sia più centrato sulla responsabilizzazione dei titolari e responsabili del trattamento e sull’adozione di comportamenti proattivi finalizzati alla reale applicazione del nuovo regolamento.

Per adeguarsi alla nuova normativa il primo passo sarà certamente un’approfondita analisi interna per intercettare tutti i flussi informativi che possono generare fattori di rischio e sui quali sarebbe opportuno intervenire per svolgere l’attività coerentemente con quanto previsto del nuovo regolamento. In tal senso un’attima prassi è quella di identificare bene ruoli e responsabilità (ad esempio il DPO – Data Protection Officier o il RPD – Responsabile della Sicurezza dei Dati).

Le conseguenze per chi non si adegua possono essere molto onerose; infatti oltre alle sanzioni penali bisognerà fare i conti anche con le sanzioni pecuniarie che possono arrivare fino al 4% del fatturato totale annuo (fino a un massimo di 20 milioni di euro).

Se desideri maggiori dettagli non esitare a compilare il form per contattarci. La nostra rete di esperti sarà pronta ad aiutarti.