COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

Il mistero dell’algoritmo di Google e cosa possiamo fare per aumentare la nostra visibilità online

Articolo a cura di Luca Cannarozzo disponibile nella versione completa al seguente link

L’evoluzione costante degli algoritmi di Google impone un’ottimizzazione continua delle pagine web, un lavoro che non dovrebbe fermarsi alla sola scelta delle giuste parole chiave. 

Gli ultimi progressi dell’algoritmo del motore di ricerca più famoso del mondo, impongono un approccio SEO differente per guadagnare un ranking ottimale. Per questi motivi conoscere, per quanto possibile, l’algoritmo che ne regola il posizionamento, risulta di primaria importanza.

Ma quali sono gli elementi di una pagina web che a Google proprio non piacciono? E soprattutto, come evitarli? 

1. Contenuti di scarsa qualità 

Content is the King.  Quante hai sentito pronunciare questa frase? Continuerai a sentirla, dato che I contenuti di qualità di una pagina web possono ancora fare la differenza nella corretta indicizzazione e posizionamento di un sito web.

I contenuti di scarsa qualità di una pagina web, rappresentano per la maggior parte delle volte un aspetto determinante nella penalizzazione di una pagina. Se, inizialmente, le parole chiave rappresentavano lo strumento più importante per classificare correttamente un sito web, da allora molte cose sono cambiate. 

Adesso è essenziale che i contenuti dei siti web siano originali, ricercati e organizzati in maniera ottimale. Un contenuto di bassa qualità, pure accompagnato da un’accurata scelta delle parole chiave, non può e non potrà rappresentare uno strumento valido per poter scalare i risultati di ricerca. Oggi occorre molto di più.

Google richiede contenuti di qualità, nel senso più stretto del termine. Come si possono produrre contenuti interessanti per gli utenti e allo stesso tempo per il motore di ricerca più famoso al mondo? Un metodo esiste. Si basa essenzialmente su tre aspetti principali: 

Il primo: la profondità dell’argomento.

Google premia i testi più lunghi e contenuti completi. L’algoritmo adesso è capace di evidenziare sezioni del contenuto pubblicato, per rispondere a specifiche domande dell’utente. Per questi motivi, un contenuto più approfondito può offrire la possibilità di soddisfare innumerevoli interrogativi sull’argomento. 

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PERCHE' USARE GOOGLE MY BUSINESS

PERCHE’ USARE GOOGLE MY BUSINESS

Molti lo usano ma non lo sanno. Scopriamo come funziona uno dei più importanti strumenti messi a disposizione da Google

Iniziamo col dire che tutti usiamo Google My Business ma che non tutti sanno di cosa si tratta. In effetti stiamo parlando di uno strumento entrato nella nostra quotidianità quando cerchiamo qualcosa sul motore di ricerca e che facilmente ci restituisce informazioni come orari di apertura, sito web, indirizzo, ecc. Ma perchè un’azienda dovrebbe usare Google My Business? Come fa Google a darci queste informazioni? Grazie alle schede aziendali gratuite che ci mette a disposizione.

Google My Business. La scheda aziendale gratuita

Per farci trovare facilmente dai nostri clienti e iniziare a migliorare la nostra immagine digitale, Google ci fornisce questa opportunità che consiste nel registrare la nostra azienda su Google e gestire le nostre informazioni attraverso una dashboard dedicata.

Cosa possiamo fare attraverso la dashboard:

  • Aggiornare i dati aziendali (indirizzo, contatti, orari, ecc.)
  • Gestire foto e video aziendali
  • Parlare con i clienti attraverso la gestione delle recensioni
  • Analizzare le statistiche sulle ricerche degli utenti e migliorare la loro esperienza

Vantaggi per le aziende

La scheda Google My Business rappresenta davvero una grossa opportunità perchè fortemente legata al motore di ricerca: e oggi Google è senza dubbio il principale motore di ricerca utilizzato a livello internazionale. Proprio per questa ragione attraverso questo strumento le aziende possono:

  • dare informazioni utili ai propri clienti nel momento in cui cercano informazioni su temi specifici
  • migliorare l’indicizzazione del sito aziendale rendendolo visibile agli utenti
  • migliorare la digital reputation

Tutto ciò in maniera totalmente gratuita. Non approfittarne sarebbe follia!

STRUMENTI CHE AIUTANO LE IMPRESE A CRESCERE

STRUMENTI CHE AIUTANO LE IMPRESE A CRESCERE

Oggi spazio ad alcuni spunti per migliorare l’efficacia della presenza online delle imprese. Lo facciamo attraverso una serie di tools utili a raccogliere e gestire informazioni. Scopriamo quali sono con questo articolo la cui versione completa è disponibile al seguente link

Le piccole e medie imprese italiane (PMI) non sfruttano al meglio gli strumenti digitali, di cui dispongono attraverso internet, per migliorare la loro presenza online.

Secondo un’indagine Istat solo il 33% delle PMI in Italia ha un sito web o una pagina Facebook, strumenti fondamentali per avere un minimo di visibilità nel mondo online.

Molte persone non conoscono le potenzialità di una buona strategia di digital marketing né l’esistenza di diversi tool digitali per ottimizzare la propria presenza online.

Cosa sono i Marketing Tool?

I marketing tool sono degli strumenti che ti permettono di risparmiare tempo e gestire in modo più efficace la tua azienda, attraverso delle attività automatizzate. Un esempio sono i prodotti di casa Google, come Google Analytics, Trend, Keyword Planner e Search Console. Tutti essenziali per avviare la base di una strategia SEO, ma sono necessarie funzioni avanzate per avere più successo e migliorare le proprie performance.

Di seguito elenchiamo i tool più importanti che pensiamo tu debba conoscere.

Seozoom

Seozoom è un tool italiano che permette di monitorare i progetti SEO e capire ciò che va bene e ciò che non va nella tua strategia di digital marketing. evidenzia gli errori all’interno delle pagine del sito web e permette di correggerli per migliorarne il posizionamento all’interno del motore di ricerca. Ti permette di analizzare l’andamento delle tue keywords, como sono distribuite e il loro rendimento. Ti mostra anche nuove parole chiave che puoi sfruttare per migliorare il tuo sito così come le keywords utilizzate dai competitor. Analizza da dove arrivano i lead e se seguono o meno la tua pagina. In questo modo potrai essere sempre informato sulla tua presenza all’interno del web.

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NDUSTRIA 4.0. QUALI SONO LE 6 TECNOLOGIE ABILITANTI SECONDO IL POLITECNICO DI MILANO?

INDUSTRIA 4.0. QUALI SONO LE 6 TECNOLOGIE ABILITANTI SECONDO IL POLITECNICO DI MILANO?

Le imprese italiane si affannano alla ricerca del vantaggio competitivo nel proprio mercato. Il Politecnico di Milano con il suo Osservatorio Industria 4.0 definisce le soluzioni di digitalizzazione dei processi di produzione e supply chain che potranno fare la differenza nel prossimo futuro per le aziende operanti in tutti i settori

In questo articolo DIGITAL4BIZ elenca e prova a dare una definizione delle 6 tecnologie abilitanti definite dal Politecnico di Milano. L’articolo completo è disponibile a questo link: shorturl.at/cfwGW

l termine Industria 4.0, o Smart Manufacturing, sta ormai entrando nel linguaggio comune in relazione ai sostanziali cambiamenti che le nuove tecnologie stanno portando all’interno dei settori industriali. Ma cosa significano precisamente queste espressioni? Il Politecnico di Milano fornisce una serie di definizioni chiare e rigorose nel primo report del suo Osservatorio Industria 4.0.

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TIKTOK VUOLE INIZIARE A RACCOGLIERE I NOSTRI DATI BIOMETRICI

TIKTOK VUOLE INIZIARE A RACCOGLIERE I NOSTRI DATI BIOMETRICI

In questo periodo alcuni dei maggiori giganti del web come Google e Apple sembrano fare dei passi indietro sulla raccolta dei dati dei propri utenti. Il social network cinese TikTok invece aggiunge una nuova sezione nell’informativa sulla privacy nella quale cita la possibilità di raccogliere i dati biometrici degli utenti.

In questo articolo WIRED prova a fare il punto su questa iniziativa che farà sicuramente discutere. L’articolo completo è disponibile a questo link: shorturl.at/nuCJK

Una nuova sezione nelle policy di TikTok per gli Stati Uniti fornisce il permesso all’applicazione cinese di raccogliere identificatori e dati biometrici dai contenuti caricati dai suoi utenti. Tra questi nuovi dati sono incluse le impronte facciali e le impronte vocali. TikTok, come riporta TechCrunch, non ha rivelato il fine a cui le servirà archiviare queste informazioni, ma ha assicurato che sarà richiesto il consenso quando inizierà la raccolta.

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AUMENTARE L'UTILE PRODUCENDO MEGLIO

AUMENTARE L’UTILE PRODUCENDO MEGLIO

UTILE D’ESERCIZIO = RICAVI D’ESERCIZIO – COSTI D’ESERCIZIO

Buffo, perchè ogni qualvolta in azienda si accenni alla necessità di incrementare l’utile, il primo pensiero di chiunque viaggia verso l’incremento dei ricavi di esercizio. Il paradosso consiste nel fatto che la formula vista sopra riporta un minuendo (RICAVI D’ESERCIZIO) e un sottraendo (COSTI D’ESERCIZIO). Proprio i costi di esercizio risultano di fondamentale importanza nella definizione di una strategia aziendale tesa all’aumento dell’Utile in un periodo storico nel quale l’incremento dei Ricavi può sembrare di difficile raggiungimento.

Dunque con questo breve articolo intendiamo far luce su delle tecniche di ottimizzazione della gestione aziendale in grado di generare un significativo incremento della ricchezza e della liquidità intervenendo soprattutto sugli sprechi insiti all’interno del processo produttivo.

LA DEFINIZIONE DI EFFICIENZA

La definizione di Efficienza economica secondo il dizionario Treccani è la seguente:

Rapporto tra benefici e costi o, più in generale, tra il grado di raggiungimento degli obiettivi e i mezzi utilizzati. È realizzata quando, con gli strumenti a disposizione, non si può migliorare il livello di conseguimento degli scopi desiderati.

Possiamo dunque derivarne che risulta efficiente una tecnica che utilizza risorse il cui prezzo è inferiore a quello delle risorse impiegate da un’altra tecnica produttiva.

In azienda la definizione precedente è valida sempre e comunque, ma spesso ci si dimentica di applicarla alla routine lavorativa giornaliera.

LE 7 TIPOLOGIE DI SPRECHI

Un’azienda che migliora i suoi processi eliminando gli sprechi insiti in essi è un’azienda che riesce a governare il cambiamento e ad affrontare periodi di difficoltà con uno slancio migliore. Parlando di sprechi, non si può che iniziare con l’elenco delle 7 tipologie di sprechi (muda) individuati dal Modello Toyota del Kaizen:

  • Sovra-produzione: produrre più del necessario o più rapidamente del necessario;
  • Trasporti: ogni movimento fisico di oggetti che non aggiunge valore
  • Inventari: ogni stock non necessario a garantire un’attività continuativa
  • Movimenti: ogni movimento fisico di persone che non aggiunge valore
  • Lavorazioni ripetute: Ogni ripetizione della stessa attività;
  • Attesa: Tempo di attesa necessario a sincronizzare due attività:
    • Risorse umane
    • Strumenti o materiali
    • Disponibilità macchina
  • Personale sotto-utilizzato: ogni mancato utilizzo del tempo o del talento delle risorse

Ovviamente gli sprechi elencati portano una qualità produttiva minore, maggiori costi e tempi di lavorazione più lunghi.

In un periodo nel quale i bilanci delle aziende sono più compressi per via della mancanza di liquidità, agire sull’ottimizzazione dei costi interni potrebbe costituire la via più percorribile per riuscire a mantenere un livello di redditività che permetta di investire sull’innovazione e riuscire ad uscire da una situazione di stallo del mercato nel quale non si riesce, con la configurazione produttiva attuale a incrementare il fatturato.

Pensiamo ad aziende che nel giro di un esercizio, grazie alla continua lotta agli sprechi sono riuscite ad aumentare gli utili di fine anno fino al 10%.

LE FASI DEL PERCORSO DI CAMBIAMENTO

Quello dell’eliminazione degli sprechi è solo una delle fasi in cui si articola la definizione di un percorso virtuoso di cambiamento che potrebbe portare giovamento all’azienda:

  1. Identificare ciò che vale: cioè quello per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo.
  2. Eliminare gli sprechi: ovvero allineare le attività nella giusta sequenza eliminando quelle che non generano valore
  3. Far scorrere il flusso del valore: Mettere in atto tutte le attività a valore senza nessuna interruzione
  4. Fare in modo che il flusso sia “tirato”: Ovvero realizzare un’attività solo quando il processo a valle e il cliente lo richiedano
  5. Puntare alla perfezione: perseguire la perfezione del processo attraverso continui miglioramenti (kaizen= miglioramento continuo)

Non a caso il termine valore è quello che più frequentemente ricorre in questo processo. La creazione di valore per i clienti deve essere il principio fondante dell’azienda virtuosa, che non può permettersi, in un periodo di crisi di detenere al suo interno dei processi che non abbiano quale output finale la generazione di valore.

IDENTIKIT DEI MANAGER DEL FUTURO

IDENTIKIT DEI MANAGER DEL FUTURO

Costruiamo oggi i leader di domani

L’articolo di oggi è tratto dal Wired Future Lab, sul tema Next Generation Business.
Potete leggere l’articolo completo a questo link

I leader del futuro dovranno essere affamati di conoscenza, curiosi e con una buona dose di coraggio, per permettere di cambiare direzione al business quando (e se) necessario. Il tutto dovrà essere miscelato con un po’ di sana umiltà e molta sobrietà. L’identikit è emerso nel primo Wired Future Lab dedicato alla Next Generation Business, evento realizzato da Condé Nast in collaborazione con la Escp Business School, la più antica business school al mondo e oggi tra le più importanti a livello globale.

Necessità primaria per costruire le leadership forti del domani è puntare sulla formazione di bambini e ragazzi, per offrire loro strumenti adatti per sfide sempre più globalizzate e competitive. I fondi messi in campo per risollevare l’economia europea dalla crisi innescata dal Covid-19 danno l’opportunità di investire sulla scuola e sull’università. Ora bisogna farlo davvero, dice Francesco Rattalino, docente di Strategy and Management Control e direttore dell’ESCP Business School Turin Campus: “Vorrei vedere molta più next generation nel Recovery plan italiano. Dalle bozze circolate sui giornali i fondi destinati ai giovani sono solo l’1%, c’è chi ha chiesto che questi fondi siano aumentati al 10%: io credo che il 10% sia ancora poco, però è almeno un ordine di grandezza”, dice.

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Kiko diventa digitale

KIKO DIVENTA DIGITALE

La digitalizzazione arriva anche nel settore della cosmesi. Kiko punta alla crescita grazie all’adozione di soluzioni digitali che strizzano l’occhio all’omnicanalità.

L’articolo di oggi è un’interessante intervista all’AD di Kiko Cristina Scocchia che traccia la roadmap seguita dalla sua azienda per imporsi su mercati internazionali. Potete leggere l’articolo completo di Digital4Biz a questo link.

Una top manager che tutto il mondo ci invidia, Cristina Scocchia, da tre anni e mezzo CEO della multinazionale del beauty KIKO. Brand iconico del Made in Italy, KIKO coniuga la tecnologia e l’innovazione di prodotto con la creatività dei settori moda e makeup in una formula magica che attrae e fidelizza soprattutto le più giovani. Numeri da capogiro quelli del brand del gruppo bergamasco Percassi: KIKO è una realtà da 7.700 dipendenti, presente in 27 paesi con una rete di circa 900 punti vendita, a cui si aggiunge un canale eCommerce esteso a ben 34 paesi.

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AVVISO-INNOAID-REGIONE-PUGLIA

AVVISO INNOAID DELLA REGIONE PUGLIA

Finalità


Incrementare e supportare la domanda di innovazione da parte delle imprese attraverso l’acquisizione di servizi qualificati non occasionali per l’implementazione di processi virtuosi e non occasionali, misurabili a livello non solo locale ma anche internazionale.

Soggetti beneficiari


I destinatari dell’avviso sono le Micro Piccole e Medie Imprese in forma singola o associata (Reti soggetto o consorzi costituite da almeno 3 imprese aventi i requisiti) con sede o unità locale in Puglia, in possesso dell’ultimo bilancio approvato e che inoltre siano in possesso degli abituali requisiti richiesti dalle PA.

Spese ammissibili


L’acquisizione dei seguenti Servizi di consulenza in materia di innovazione e acquisizione di servizi di consulenza e supporto all’innovazione per la definizione di nuovi prodotti/servizi:

  1. I servizi di consulenza in materia di innovazione sono:
    • Servizi di consulenza per l’innovazione guidata dal design;
    • Servizi di consulenza per l’innovazione di prodotto/servizio
    • Studi di fattibilità
  2. I servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
    • Servizi tecnologici di sperimentazione;
    • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto.

Per ogni tipologia di servizio è previsto un importo minimo e massimo dell’investimento ammissibile.

I fornitori di servizi di consulenza, relativi ai progetti candidati, dovranno:

  1. essere in possesso di una struttura tecnicamente organizzata operante nel settore di attività, in cui si richiede il contributo, da almeno due anni;
  2. essere in possesso di partita IVA;
  3. garantire la qualificazione del personale impegnato nel progetto (legato al fornitore con contratto a tempo indeterminato – determinato o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa) con esperienza, minima biennale, documentata nell’ambito tecnico – scientifico oggetto del progetto candidato;
  4. essere in regola con l’applicazione delle norme a tutela del lavoro, obblighi contributivi, prevenzione degli infortuni ed in particolare rispettare il contratto collettivo nazionale per il settore di appartenenza e , se esistente, anche il contratto collettivo territoriale, che siano stati stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
  5. essere in possesso di strumentazione e apparecchiature hardware e software adeguate ai servizi da erogare.
  6. realizzare i servizi utilizzando la propria struttura organizzativa.

Non è pertanto consentito esercitare forme di intermediazione dei servizi verso altre imprese di consulenza, attraverso l’affidamento dell’intero incarico o parte di esso.

Sono ammissibili le spese, sostenute dai soggetti beneficiari dell’aiuto, strettamente connesse agli investimenti agevolati, e così classificate:

  • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato;
  • I costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali;
  • I costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione;
  • Tali servizi non devono rivestire carattere continuativo o periodico e non devono essere assicurabili dalle professionalità rinvenibili all’interno del soggetto beneficiario.

Intensità dell’aiuto


L’aiuto è concesso attraverso sovvenzione diretta nella misura del 45% delle spese ammissibili, elevabile di un 5% per le imprese in possesso dei requisiti di promozione dell’integrazione sociale e della cultura della legalità.

Modalità e termini di presentazione delle domande di aiuto


La procedura di accesso prevede la presentazione telematica della domanda a partire dalle ore 12 del 10 aprile 2019 fino ad esaurimento delle risorse. La procedura valutativa prevede la valutazione di alcuni particolari requisiti formali e sostanziali sia inerenti la capacità economica finanziaria dell’impresa proponente sia in relazione alla qualità progettuale.

VOUCHER DIGITALI I4.0 2019 - CCIAA LECCE

VOUCHER DIGITALI I4.0 2019 – CCIAA LECCE

Finalità


1. La Camera di commercio di Lecce, nell’ambito delle attività previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, intende promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle Micro, Piccole e Medie Imprese (da ora in avanti MPMI), di tutti i settori economici attraverso:

  • la diffusione della “cultura digitale” tra le MPMI della circoscrizione territoriale camerale;
  • l’innalzamento della consapevolezza delle imprese sulle soluzioni possibili offerte dal digitale e sui suoi benefici;
  • il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione in ottica Impresa 4.0 implementate dalle imprese del territorio in parallelo con i servizi offerti dai PID.

2. Nello specifico, con l’iniziativa “Bando voucher digitali I4.0 – Anno 2019” sono proposte due Misure – Misura A e Misura B – che rispondono ai seguenti obiettivi tra loro complementari:

  • sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0, attraverso la realizzazione di progetti in grado di mettere in luce i vantaggi ottenibili attraverso il nuovo paradigma tecnologico e produttivo;
  • promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI della circoscrizione territoriale camerale, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Nazionale Impresa 4.0;
  • stimolare la domanda da parte delle MPMI del territorio della Camera di Commercio, di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche e/o realizzare innovazioni tecnologiche e/o implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie I4.0.

Ambiti di intervento


1. Con il presente Bando si intendono finanziare, tramite l’utilizzo di contributi a fondo perduto (voucher), le seguenti misure di innovazione tecnologica I4.0:

  • Misura A – Progetti condivisi da più imprese, presentati secondo quanto specificato nella parte generale del presente Bando e nella “Scheda 1 – Misura A”;
  • Misura B – Progetti presentati da singole imprese secondo quanto specificato nella parte generale del presente Bando e nella “Scheda 2 – Misura B”.

2. Le disposizioni specifiche relative alle Misure A e B previste nella “Scheda 1 – Misura A” e nella “Scheda 2 – Misura B” formano parte integrante e sostanziale del presente Bando. Le previsioni della presente parte generale del Bando, dove non diversamente specificato, si intendono relative sia alla Misura A che alla Misura B.

3. Gli ambiti tecnologici di innovazione digitale I4.0 ricompresi nel presente Bando sono:

Elenco 1: utilizzo delle tecnologie di cui agli allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e s.m.i., inclusa la pianificazione o progettazione dei relativi interventi e, specificamente:

  • soluzioni per la manifattura avanzata
  • manifattura additiva
  • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa dell’ambiente reale e nell’ambiente reale (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D)
  • simulazione
  • integrazione verticale e orizzontale
  • Industrial Internet e IoT
  • cloud
  • cybersicurezza e business continuity
  • big data e analytics
  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain e della gestione delle relazioni con i diversi attori (es. sistemi che abilitano soluzioni di Drop Shipping, di “azzeramento di magazzino” e di “just in time”)
  • software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-impresa, impresa-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field; incluse attività connesse a sistemi informativi e gestionali – ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.- e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc)

Elenco 2: utilizzo di altre tecnologie digitali, purché propedeutiche o complementari a quelle previste al precedente Elenco 1:

  • sistemi di e-commerce
  • sistemi di pagamento mobile e/o via Internet e fintech
  • sistemi EDI, electronic data interchange
  • geolocalizzazione
  • tecnologie per l’in-store customer experience
  • system integration applicata all’automazione dei processi.

Natura dell’agevolazione


1. Le risorse complessivamente stanziate dalla Camera di commercio a disposizione dei soggetti beneficiari ammontano a euro 457.360,00 e sono suddivise come da tabella seguente:

  • Misura A, euro 228.680,00;
  • Misura B, euro 228.680,00.

2. Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di voucher.

3. I voucher avranno un importo unitario massimo di euro 10.000,00.

4. L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

5. Tanto per la Misura A che per la Misura B, alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00 nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali de minimis.

6. I voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4% ai sensi dell’art. 28, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Soggetti beneficiari


1. Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente Bando le imprese che, alla data di presentazione della domanda, presentino i seguenti requisiti:

a) essere Micro o Piccole o Medie imprese come definite dall’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014;

b) avere sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di Lecce;

c) essere iscritte nel Registro delle Imprese alla data del 1/1/2017 ed essere attive alla data di presentazione della domanda di cui all’art. 9 comma 1 del presente Bando;

d) essere in regola con il pagamento del diritto annuale;

e) non essere in stato di fallimento, liquidazione (anche volontaria), amministrazione controllata, concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

f) avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia). I soggetti sottoposti alla verifica antimafia sono quelli indicati nell’art. 85 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159;

g) aver assolto gli obblighi contributivi ed essere in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni;

h) ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95 del 6 luglio 2012, convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 135, non avere forniture in essere con la Camera di commercio di Lecce al momento della liquidazione del voucher5.

2. I requisiti di cui al comma 1, lettere da b) a g), devono essere posseduti dal momento della domanda fino a quello della liquidazione del voucher.

Spese ammissibili


1. Per la Misura A e la Misura B sono ammissibili le spese per:

a) servizi di consulenza e/o formazione relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste dal Bando. Tali spese devono rappresentare almeno il 50% delle spese ammissibili;

b) acquisto di beni e servizi strumentali, nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti.

2. Sono escluse le spese di trasporto, vitto e alloggio e generali.

3. L’acquisto di beni e di servizi di consulenza o formazione non potranno in nessun caso ricomprendere le seguenti attività:

  • assistenza per acquisizione di certificazioni (es. ISO, EMAS, ecc.);
    • in generale, supporto e assistenza per adeguamenti a norme di legge o di consulenza/assistenza relativa, in modo preponderante, a tematiche di tipo fiscale, finanziario o giuridico.

4. In fase di presentazione della domanda deve essere specificato, pena la non ammissibilità, il riferimento a quali ambiti tecnologici, tra quelli indicati nel bando, si riferisce la spesa, con l’indicazione della ragione sociale e partita IVA dei fornitori. In particolare, nel caso di spese relative a servizi di consulenza e formazione – pena la non ammissibilità – dovrà contenere la motivazione dell’utilizzo ed il collegamento con le tecnologie.

5. Tutte le spese possono essere sostenute a partire dal 01/01/2019 fino al 120° giorno successivo alla data della Determinazione di approvazione delle graduatorie delle domande ammesse a contributo7.

6. Tutte le spese si intendono al netto dell’IVA, il cui computo non rientra nelle spese ammesse, ad eccezione del caso in cui il soggetto beneficiario ne sostenga il costo senza possibilità di recupero.

Presentazione delle domande


A pena di esclusione, le richieste di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov, dalle ore 8:00 del 10/04/2019 alle ore 21:00 del 15/07/2019. Saranno automaticamente escluse le domande inviate prima e dopo tali termini. Non saranno considerate ammissibili altre modalità di trasmissione delle domande di ammissione al voucher.