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I SUPERMERCATI TRADIZIONALI SONO SPACCIATI? FORSE!

Il trend al quale stiamo assistendo è quello di una progressiva digitalizzazione del settore retail. Nascono ogni giorno nuovi formati di distribuzione che fanno del digitale la chiave principale per poter acquistare tutto ciò che fino a poco fa pensavamo impossibile acquistare online.

In questo articolo, Wired Italia, ci parla dei cosiddetto Supermercati nascosti che altro non sono che dei magazzini “tecnologici” che si occupano di “spedire la merce a casa del cliente allo stesso prezzo del supermercato tradizionale. Leggi l’intero articolo a questo link.

Una porta anonima in una traversa di via Savona, distretto alla moda di Milano. In un centinaio di metri quadri senza affaccio sulla strada c’è il magazzino di Blok. Spesa in dieci minuti a casa agli stessi prezzi del retail: questa la proposta della startup fondata da Hunab Moreno e Vishal Verma in Spagna, arrivata a Milano a maggio. Qualche giorno dopo è stata la volta di Gorillas, fresca di un investimento da 290 milioni di dollari. Stesso modello. “L’idea di fondo è avere accesso in tempo reale a beni di prima necessità tramite app – dice a Wired Alessandro Colella, country manager di Gorillas -. Oggi per ordinare la spesa online bisogna scegliere slot a 48 ore di distanza e organizzare la giornata attorno a quello. Noi proviamo a fare una cosa diversa“.

Le corsie di Blok ricordano quelle dei piccoli alimentari di paese. Sugli scaffali solo prodotti essenziali. Assortimento che varia a seconda dei residenti del quartiere. Ci sono altri player in arrivo: Getir e Dija, tra gli altri. L’unica costante è la promessa: consegne rapidissime, stessi prezzi del negozio.

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VUOI FIDELIZZARE I TUOI CLIENTI? TI SPIEGHIAMO COME FARE!

VUOI FIDELIZZARE I TUOI CLIENTI? TI SPIEGHIAMO COME FARE!

Il tema della fidelizzazione della clientela è sempre più di attualità in tutti i settori di business poiché è proprio la fedeltà al brand che permette alle aziende di migliorare i margini ed espandere la propria fascia di influenza.

In questo articolo di Digital4Biz, si cerca di dare una risposta esaustiva alla domanda che continuano a porsi tutte le imprese. Come faccio a soddisfare il mio cliente a tal punto da renderlo fedele al mio marchio? Leggi l’intero articolo a questo link.

Fidelizzare i clienti significa saper ragionare ben oltre la loro soddisfazione per un acquisto. È necessario lavorare su diverse scale di valore nel breve, nel medio e nel lungo termine, che ruotano attorno al concetto di qualità percepita rispetto al prodotto, al prezzo, alla relazione, alla comunicazione e ai servizi. Il tutto considerando le possibili variabili comportamentali rispetto ai percorsi di scelta e di acquisto. La sfida? Comprendere i cambiamenti apportati dal lungo regime di pandemia che ha portato i cittadini europei ad adottare l’e-commerce in ogni sua forma, modificando le loro aspettative nei confronti dei servizi a corredo dei prodotti. In primis assistenza e logistica offrendo scelta, convenienza e controllo.

Un cambiamento che perdurerà nel tempo

Il punto di partenza del fidelizzare i clienti è di essere consapevoli che nella nuova normalità certe cose non torneranno più indietro. Le persone tra 25 e 34 anni, spesso considerate la prima generazione di nativi digitali hanno maggiori probabilità di continuare ad acquistare tutto o quasi tutto online anche dopo l’allentamento delle restrizioni (23%) rispetto a chi ha più di 55 anni (10%) (Fonte: Report UPS Smart e-commerce 2021 – Cosa cercano gli acquirenti europei in un e-commerce).

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SAI DAVVERO CHI E' E COSA VUOLE IL TUO CLIENTE?

SAI DAVVERO CHI E’ E COSA VUOLE IL TUO CLIENTE?

Nel rapporto cliente-azienda è il primo a detenere il potere assoluto e a determinare le regole dell’ingaggio. Ti chiedi quale sia il motivo dietro questa affermazione?

Te lo spiego subito.

Negli ultimi anni, grazie all’estendersi della copertura della rete internet, tutti noi abbiamo avuto accesso ad una enorme quantità di informazioni in grado di renderci più critici e soprattutto più consapevoli delle nostre necessità e dei prodotti o servizi migliori per soddisfarle. Tutto ciò ha provocato una riduzione del potere contrattuale delle aziende ed un aumento vertiginoso del potere dei consumatori, inducendo naturalmente le aziende a correre ai ripari provando così ad intercettare le necessità più inespresse dei consumatori con l’obiettivo di strappare importanti quote di mercato ai concorrenti.

Questa dinamica ha determinato lo sviluppo (almeno per alcune realtà illuminate) di una coscienza aziendale più attenta ai bisogni del cliente. Le strategie competitive utilizzate da queste aziende sono dunque discendenti da una conoscenza molto approfondita dei propri clienti e dalla definizione di profili di acquirenti tipo.

Per alcuni le prossime parole suoneranno strane: Le aziende non possono porsi l’obiettivo di vendere a tutti indistintamente, ma devono scegliere i propri clienti.

Mai riferirsi ad una massa indistinta, ma a specifiche persone (o aziende, in ambito B2B) che hanno degli interessi e si comportano in un determinato modo, cioè esattamente a coloro che potrebbero essere i nostri potenziali clienti.

Ecco dunque che si fa strada il concetto di BUYER PERSONAS.

COSA SONO LE BUYER PERSONAS?

Non darò una mia definizione del termine Buyer Personas, ma riprenderò la definizione originale di HUBSPOT:

Una Buyer Persona è la rappresentazione semi-immaginaria del vostro cliente ideale, basata sulle ricerche di mercato e sui dati reali che avete sui clienti esistenti.

Quando si crea una Buyer Persona si devono prendere in considerazione la demografia dei clienti, i modelli di comportamento, le motivazioni che hanno e i loro obiettivi di business. Più dettagliata è questa descrizione, meglio è.

Le Buyer Personas forniscono un grande aiuto per la comprensione della vostra azienda e vi aiuteranno a focalizzarvi per non perdere tempo con offerte e contenuti che non sono per lui interessanti”.

Costruire le BP della nostra azienda ci aiuterà dunque:

  • a personalizzare i contenuti della nostra strategia
  • nella comprensione del percorso di acquisto dei nostri clienti
  • nella definizione della nostra immagine aziendale

COME SI COSTRUISCONO LE BUYER PERSONAS? I PASSAGGI FONDAMENTALI

Di seguito proviamo a fornire un sunto dei passaggi fondamentali per la definizione dell’identikit del/dei vostro/i cliente/i ideale/i:

  • La prima attività da intraprendere per una corretta costruzione delle BP è quella della definizione del segmento di clientela al quale volete rivolgervi. Ovviamente dividete il vostro pubblico di riferimento e decidete su chi volete focalizzarvi e a chi volete comunicare il vostro brand o prodotto/servizio. Potrete così scoprire di avere più tipologie di Buyer Personas alle quali rivolgervi a seconda di quanti saranno i segmenti di clientela interessanti individuati.
  • Raccogliete i dati sulla tipologia di cliente individuato attingendo da diverse fonti. Essenzialmente parliamo di 2 tipologie di fonti informative:

DATI INTERNI ALL’AZIENDA (database clienti, CRM, Analytics e Social Analytics, Pagine social aziendali, Interviste ai clienti, Questionari e Sondaggi, ecc.)

DATI ESTERNI ALL’AZIENDA (database pubblici, ricerche di mercato, ecc.)

  • Una volta acquisiti tutti i dati utili sui consumatori e i loro comportamenti d’acquisto dovremo dargli un senso e metterli in riga per costruire una vera e propria scheda cliente. Riportiamo a questo proposito il Buyer Personas template che abbiamo creato e che utilizziamo giornalmente con i nostri clienti:

Compilando tutti i riquadri, avrete una conoscenza molto approfondita delle dinamiche di acquisto del vostro cliente e riuscirete anche a comprendere come differenziare il vostro prodotto/servizio rispetto alla concorrenza e in linea con le necessità (anche inespresse) nei vostri consumatori.

ALCUNI UTILI TOOLS

Quali sono gli strumenti utili (molti dei quali anche gratuiti) che possiamo utilizzare per la costruzione della nostra Buyer Persona? Proviamo a fare un elenco (ovviamente non esaustivo):

  • UBERSUGGEST: Ubersuggest è un tool, semplice e gratuito che ti permette, come azione principale, di fare ricerche SEO delle parole chiave che ti interessano per scoprire così quali sono i termini che utilizza la tua BP per cercare i tuoi prodotti/servizi.
  • GOOGLE TRENDS: Si tratta di uno strumento gratuito per scoprire le tendenze di ricerca su Google. Il suo scopo è quello di consentire al pubblico – marketer e non solo – di individuare come si muove l’esigenza dell’utente medio online.
  • AUDIWEB, AUDITEL, AUDIPRESS, RADIO MONITOR: Sono portali ufficiali che raccolgono e catalogano i dati sugli ascolti di Televisione, Radio, Internet e Stampa.
  • RAPPORTO DIGITAL WE ARE SOCIAL: report annuale che dà uno spaccato dello scenario digitale, con un focus sull’utilizzo di internet, del mobile, delle piattaforme social e dell’ecommerce. All’analisi dello scenario globale si aggiunge uno spaccato sull’Italia che ci aiuta a comprendere le categorie di utenti presenti nel mercato.
  • GOOGLE FORMS: strumento gratuito di casa Google che ci dà la possibilità di creare dei sondaggi per reperire informazioni dai nostri utenti che no riusciamo a reperire dagli strumenti già citati.
  • GOOGLE ANALYTICS: vuoi sapere come è fatto il tuo cliente? Niente meglio di un tool che monitora l’utilizzo del tuo sito web da parte dei tuoi utenti per scoprirlo.

Ora tocca a te. Inizia a scoprire come sono fatti i tuoi clienti. Potresti acquisire utili informazioni da utilizzare per migliorare le tue performances commerciali e soprattutto il tuo fatturato!

COME SCEGLIERE L'HASHTAG GIUSTO

COME SCEGLIERE L’HASHTAG GIUSTO

Far crescere il business attraverso una efficace comunicazione social

L’articolo di oggi è tratto da Ninja Marketing e ci parla delle strategie di branding che si possono sviluppare attraverso un utilizzo attento della comunicazione social
Potete leggere l’articolo completo a questo link

A prescindere dai social media che hai scelto di inserire nella tua strategia di marketing, è importante conoscere la differenza tra i vari hashtag e tra le performance che puoi raggiungere utilizzando correttamente i famosi cancelletti.

Prima di entrare nel vivo di questa guida basica, fermiamoci un momento a descriverli.

Cosa sono gli hashtag

Sono costituiti dal simbolo cancelletto accompagnato da una parola chiave, solitamente un trend o un argomentoche sulla tastiera era inizialmente utilizzato per contrassegnare i numeri.

Nel 2007 furono utilizzati per la prima volta su TwitterChris Messina capì presto che il social media dei 140 caratteri aveva bisogno di un’idea per raggruppare insieme i tweet correlati. Da allora, gli hashtag si sono guadagnati il prezioso ruolo di meccanismo di aggregazione di argomenti.

Una sorta di tag che permette di rintracciare tutti i post che trattano gli stessi topic. L’utilizzo dello strumento si è poi evolutoè uscito da Twitter e si è diffuso su tutti gli altri social.

Un uso consapevole di questo strumento farà guadagnare punti al tuo brand e ti permetterà di raggiungere più persone di quante immagini.

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LE METRICHE DA TENERE D'OCCHIO PER UN EFFICACE E-MAIL MARKETING

LE METRICHE DA TENERE D’OCCHIO PER UN EFFICACE E-MAIL MARKETING

L’e-mail marketing è morto!

Lunga vita all’email marketing!

Mai come in questo periodo ha rappresentato uno strumento fondamentale per la fidelizzazione del cliente e per l’aumento del Customer Lifetime Value. Per raggiungere questi obiettivi quali sono le metriche principali da tenere d’occhio?

L’articolo di oggi vuole tentare di fare chiarezza su questo strumento andando a riprendere un interessantissimo articolo pubblicato sul blog della piattaforma MailUp. L’articolo completo è disponibile a questo link: shorturl.at/wAMS2

“Non puoi migliorare ciò che non sai misurare” 

Con queste parole Peter Drucker, fondatore del management moderno, esprime un concetto fondamentale, che è anche l’obiettivo principale del nuovo ebook di MailUp dedicato alle metriche dell’Email Marketing: imparare a misurare significa capire dove intervenire per migliorare i propri risultati. 

Rispetto ad altri canali, l’email ha il grande vantaggio di essere perfettamente tracciabile in ogni suo aspetto. Le metriche dell’Email Marketing si dividono in:

  • kpi on-mail, che riguardano l’interazione dell’utente con il messaggio stesso.
  • kpi off-mail, che misurano tutto ciò che ha origine nelle email ma che avviene altrove

Analizzare tali metriche, monitorarle con costanza e capire quali sono gli elementi che le influenzano significa smettere di prendere decisioni “a braccio” e individuare le azioni correttive decisive per migliorare le proprie performance. 

Completa la lettura al seguente link: shorturl.at/wAMS2

5-CONSIGLI-UTILI-PER-AVVIARE-UNA-START-UP-DI-SUCCESSO

5 CONSIGLI UTILI PER AVVIARE UNA START UP DI SUCCESSO

Oggi più che mai vediamo nascere numerose nuove aziende. Gli incentivi e le semplificazioni statali spingono alla creazione di nuove start up (più o meno innovative) e promuovono l’imprenditoria sopratutto degli under 35 o delle donne. Nessuno però dice come fare: ecco perchè abbiamo pensato di identificare i 5 consigli utili per avviare una start up di successo.

Infatti bisogna prestare molta attenzione, perché fare impresa non vuol dire soltanto avere la possibilità di creare una srl semplificata con bassi costi. Fare impresa è ben altro. Fare impresa vuol dire avere un sogno e dargli vita. Vuol dire lavorare duramente affinché quel sogno si trasformi in realtà nonostante capiterà di commettere degli errori.

Accade spesso che molti giovani imprenditori rimangano vittime dei loro prodotti, concentrati sulla loro ricerca, sulla loro invenzione o sulla loro offerta. Eppure quando si decide di mettersi in gioco bisogna andare oltre il prodotto, oltre le proprie necessità.

Il fine ultimo non può essere qualcosa di materiale (quello sarà il mezzo!) bensì deve essere la visione del futuro, ciò che fa guardare oltre l’orizzonte, verso una meta che ha valore per me imprenditore perché ne ha anche per qualcun altro.

1. COSTRUIRE L’IDENTITÀ

Fare pianificazione strategica d’impresa vuol dire partire dalla propria vision e da lì costruire tutta la struttura aziendale. Da lì costruire il proprio sogno.

Individuata la vision allora non si può che individuare la mission (quella strategica e quelle operative), ovvero tutta la serie di step concreti che ti portano nel lungo periodo alla realizzazione del sogno. Definire attentamente vision e mission è di vitale importanza per la sopravvivenza di un’azienda e altrettanto importante è tenerle sempre aggiornate e al passo con i mutamenti che avvengono sul mercato. La mission rappresenta la leva operativa e solitamente è legata a criteri quantitativi.

2. DEFINIRE IL MODELLO DI BUSINESS

Un’altra cosa spesso dimenticata da molti imprenditori è capire come e per chi stiamo producendo valore (Business Model Canvas).

Definire il modo in cui cerchiamo di creare un’offerta di prodotti e/o servizi distintivi importanti per un segmento di clientela richiede pazienza, analisi e obiettività. A ciò si lega la capacità di definire come produrre e cosa serve per produrre l’offerta di valore e come farla arrivare al pubblico obiettivo.

3. ORGANIZZARSI PER CREARE VALORE

A seconda della grandezza dell’azienda si possono individuare delle aree aziendali (Business Unit) che gestiscono in autonomia alcuni aspetti economico/organizzativi oppure più semplicemente si può mantenere una struttura nella quale diverse aree operative fanno comunque riferimento allo stesso nucleo decisionale. Non c’è una formula vincente a priori, bensì quella più adatta a garantire alti livelli di competitività all’azienda.

Saper cogliere questi aspetti è il compito di chi crea l’impresa e la dirige; è il compito di tanti giovani imprenditori che cercano di ritagliarsi il loro spazio in un contesto molto complesso.

4. RACCOGLIERE DATI

Ovviamente affinché si possano compiere adeguate scelte operative, non si può prescindere dal conoscere diversi aspetti quali:

  • il settore di mercato in cui opera l’impresa;
  • prodotti e applicazioni forniti dall’impresa (oltre quelli presenti già sul mercato);
  • competenze tecniche e trasversali necessarie all’azienda per raggiungere gli obiettivi;
  • segmenti di mercato nel quale l’azienda si vuole inserire;
  • ambito geografico nel quale si opera.

È quindi scontato che oltre alle belle e buone idee siano necessarie tutta una serie di analisi di contesto utili a valutare le opportunità che una nuova impresa può avere.

In questo senso, uno strumento utile per farsi un’idea del contesto ambientale nel quale l’azienda è inserita o si inserirà, oltre che per la definizione di una strategia e, soprattutto, per l’individuazione delle opportunità di mercato, è sicuramente la cosiddetta ANALISI SWOT. L’analisi si basa essenzialmente sulla rilevazione di due aspetti:

  • Analisi dell’ambiente esterno, utile a rilevare le principali minacce e le opportunità presenti sul mercato;
  • Analisi dell’ambiente interno, utile a individuare l’attrattività globale dell’azienda sul mercato tramite l’esplicitazione dei punti di forza e di quelli di debolezza in relazione alla concorrenza.

5. OBIETTIVI E STRATEGIE

Passo successivo allo svolgimento di un’accurata analisi SWOT, è la formulazione degli obiettivi. In generale, quando si parla di obiettivi dell’azienda, ci si riferisce ad obiettivi di ampia portata che servono, poi, ad orientare quelli commerciali e produttivi. Molto spesso accade però che le aziende non diano il giusto rilievo a questi obiettivi i quali, al contrario, hanno un’importanza forse superiore a quelli di carattere commerciale poiché, una volta definiti, orientano l’intera azione dell’azienda.

Si tratta di obiettivi strategici, ossia obiettivi che devono orientare l’azione del management e dell’intera azienda nel lungo periodo. E, di solito, quando si pensa al lungo periodo tantissimi imprenditori pensano a cosa vogliono fare, elaborano idee e pensano ad azioni, ma “dimenticano” di scriverle e di trasmetterle a tutti i livelli aziendali, dal primo dei manager all’ultimo degli impiegati.

Perché un sistema MBO (MANAGEMENT BY OBJECTIVES) possa funzionare, gli obiettivi devono rispondere a 4 criteri:

  1. Devono essere articolati secondo una struttura gerarchica, seguendo un criterio di importanza decrescente;
  2. Dovrebbero essere espressi il più possibile in termini quantitativi;
  3. Devono essere realistici;
  4. Devono essere coerenti.

Ma per raggiungere i miei obiettivi quale strategia si deve perseguire? Attraverso una strategia le imprese:

  • indicano la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi;
  • presuppongono determinate azioni e l’impiego di determinate risorse;
  • sono interpretabili spesso come collegamento tra l’impresa e l’ambiente esterno.

Nel procedere all’attuazione della propria strategia, l’impresa deve valutare i risultati ottenuti e controllare i nuovi sviluppi, attraverso un’attività di monitoraggio costante e quanto più possibile efficiente.

In conclusione il processo di pianificazione strategica rappresenta un’opportunità ad uso dei giovani imprenditori che si affacciano al mercato con la propria start-up ma anche un prezioso strumento per chiunque sia a capo di un’azienda e si trovi ad affrontare la sfida del cambiamento continuo.

LA COMUNICAZIONE NELL'ERA DELL'INDUSTRIA 4.0

LA COMUNICAZIONE NELL’ERA DELL’INDUSTRIA 4.0

Dieci consigli per non perdere efficacia (e clienti)

Si sente ogni giorno parlare di industria 4.0, di sviluppo digitale, di realtà aumentata, ecc. con un unico obiettivo: incentivare le imprese alla digitalizzazione, allo sviluppo di processi produttivi capaci di rendere migliori le performance organizzative. Ed in effetti in Italia ne abbiamo un gran bisogno. Automazione, raccolta ed analisi dei dati di processo, ecc. sono soluzioni indispensabili per mantenere alto il livello di competitività delle aziende.

Eppure a volte si dimentica una parte fondamentale: la comunicazione.


La digitalizzazione della comunicazione

Prima di tutto ricordiamolo: la comunicazione (o promozione) è una leva fondamentale del marketing aziendale. Mi preme sottolinearlo perché molto spesso ci si focalizza sulla produzione, sulle strategie di prezzo o sulla distribuzione dimenticandosi dell’importanza di far conoscere al mondo i propri prodotti o servizi.  Per questa ragione nell’evoluzione aziendale verso il digitale anche la comunicazione sta subendo dei grossi cambiamenti.

Una volta infatti bastava la televisione, il quotidiano e pochi altri strumenti per riuscire ad ottenere un’ampia visibilità presso un pubblico ancora incantato da un mondo che non conosce. Ma adesso che i media sono saturi, che le difese dei nostri potenziali clienti sono altissime, come fare per incontrare il loro gradimento? Gli strumenti digitali ci aiutano tantissimo per almeno due ragioni:

  • Democratizzazione della comunicazione: tutte le aziende possono accedere alla comunicazione pubblicitaria digitale in virtù di costi sostenibili e proporzionabili a tutte le realtà aziendale (dalle micro alla grandi imprese).
  • Precisione della comunicazione: la possibilità di targettizzare le campagne pubblicitarie garantisce un’altissima precisione nel coinvolgere persone in target ed interessate alla mia offerta.

La comunicazione quindi va pensata per il nuovo mondo, per il modo con cui ogni giorno tutti quanti usiamo gli strumenti digitali. E in aggiunta va adeguata a questi nuovi strumenti. In definitiva il nostro potenziale target non è cambiato, tuttavia è cambiato il suo comportamento, il suo modo di reperire informazioni, di decidere se e cosa acquistare. E la maggior parte delle informazioni passa attraverso strumenti digitali quali smartphone, tablet, pc. Ecco quindi che la comunicazione digitale diventa fondamentale per ogni azienda perché pone le basi per:

  • Sviluppare brand forti (non dimentichiamo che brand come Amazon o Google hanno costruito sul web la loro fortuna e ogni giorno migliorano la loro comunicazione digitale per migliorare l’esperienza dei propri clienti)
  • Fare informazione individuando i luoghi in cui ci sono persone interessanti per le aziende (Siti, Blog, Social, …)
  • Vendere (lo sapevate che anche le persone che non comprano online si informano tramite il web prima di andare in negozio? E sapete che gli over 70 usano sempre più gli strumenti digitali?)

Dieci consigli per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione

  1. Pianificare una strategia integrata (online e offline)
  2. Definire con precisione chi sono i nostri clienti
  3. Scegliere cosa comunicare e come comunicare
  4. Creare un’immagine coordinata coerente e identificabile su tutti gli strumenti utilizzati
  5. Creare sempre un sito internet (non una pagina facebook!)
  6. Scegliere alcuni strumenti e gestirli con continuità
  7. I social network non sono una moda: se creiamo una pagina rendiamola attiva e ricca di contenuti
  8. Nel digitale si ha la possibilità di migliorare la comunicazione quasi in maniera istantanea: quindi fare continui test!
  9. Monitorare i dati: non sono di certo garanzia di successo ma sono quanto di più utile abbiamo a disposizione per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione
  10. Dialogate con i vostri clienti: parlate e chiedete informazioni, vi aiuterà a perfezionare i vostri prodotti o servizi!

CREARE MODELLI DI BUSINESS VINCENTI

CREARE MODELLI DI BUSINESS VINCENTI

Sei un imprenditore e vorresti innovare il tuo business?
Sei un giovane intento ad avviare una nuova impresa?
Forse non lo sai, ma una nuova e buona prassi per fare innovazione è utilizzare strumenti che stimolino la partecipazione attiva e che ti possano dare un’immediata idea di come sta agendo il tuo business e di come potrebbe agire se cambiassi alcuni degli elementi che caratterizzano la tua impresa.
Di cosa parliamo? Parliamo del BUSINESS MODEL CANVAS, uno strumento innovativo che ti permetterà di comprendere chi sono e cosa si aspettano i tuoi clienti al fine di attivare tutte le risorse e le attività necessarie per soddisfare le loro aspettative.
Quindi niente più domande tipo:

  • Cosa sappiamo produrre? Cosa possiamo vendere?
  • Come possiamo raggiungere tutti i clienti?
  • Chi sono i clienti importanti in questo momento?
  • Come riusciamo a raggiungere i clienti?
  • Che cosa può essere profittevole per noi?

Bensì un cambio di prospettiva che ci deve spingere a chiederci:

  • Di che cosa hanno bisogno i clienti? Quali sono le loro aspettative?
  • A quali clienti ci vogliamo rivolgere? Ci sono dei non clienti che potremmo raggiungere?
  • Quali saranno i clienti importanti in futuro?
  • Come vogliono essere raggiunti i clienti?
  • Per quale valore i clienti sono disposti a pagare?

Il Business Model Canvas quindi rappresenta un modello che dà a tutte le imprese, grandi e PMI, l’opportunità di realizzare un cambiamento condiviso che in termini aziendali vuol dire:

  • Maggiore capacità di rispondere alle esigenze dei clienti
  • Migliore efficienza e qualità
  • Maggiore produttività
  • Maggiore capacità di leggere il mercato e di innovare prima della concorrenza

Se vuoi approfondire questo nuovo modo di fare impresa, non esitare a contattarci compilando il form; saremo pronti a darti tutte le informazioni necessarie per il tuo business!