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COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

Il mistero dell’algoritmo di Google e cosa possiamo fare per aumentare la nostra visibilità online

Articolo a cura di Luca Cannarozzo disponibile nella versione completa al seguente link

L’evoluzione costante degli algoritmi di Google impone un’ottimizzazione continua delle pagine web, un lavoro che non dovrebbe fermarsi alla sola scelta delle giuste parole chiave. 

Gli ultimi progressi dell’algoritmo del motore di ricerca più famoso del mondo, impongono un approccio SEO differente per guadagnare un ranking ottimale. Per questi motivi conoscere, per quanto possibile, l’algoritmo che ne regola il posizionamento, risulta di primaria importanza.

Ma quali sono gli elementi di una pagina web che a Google proprio non piacciono? E soprattutto, come evitarli? 

1. Contenuti di scarsa qualità 

Content is the King.  Quante hai sentito pronunciare questa frase? Continuerai a sentirla, dato che I contenuti di qualità di una pagina web possono ancora fare la differenza nella corretta indicizzazione e posizionamento di un sito web.

I contenuti di scarsa qualità di una pagina web, rappresentano per la maggior parte delle volte un aspetto determinante nella penalizzazione di una pagina. Se, inizialmente, le parole chiave rappresentavano lo strumento più importante per classificare correttamente un sito web, da allora molte cose sono cambiate. 

Adesso è essenziale che i contenuti dei siti web siano originali, ricercati e organizzati in maniera ottimale. Un contenuto di bassa qualità, pure accompagnato da un’accurata scelta delle parole chiave, non può e non potrà rappresentare uno strumento valido per poter scalare i risultati di ricerca. Oggi occorre molto di più.

Google richiede contenuti di qualità, nel senso più stretto del termine. Come si possono produrre contenuti interessanti per gli utenti e allo stesso tempo per il motore di ricerca più famoso al mondo? Un metodo esiste. Si basa essenzialmente su tre aspetti principali: 

Il primo: la profondità dell’argomento.

Google premia i testi più lunghi e contenuti completi. L’algoritmo adesso è capace di evidenziare sezioni del contenuto pubblicato, per rispondere a specifiche domande dell’utente. Per questi motivi, un contenuto più approfondito può offrire la possibilità di soddisfare innumerevoli interrogativi sull’argomento. 

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PERCHE' USARE GOOGLE MY BUSINESS

PERCHE’ USARE GOOGLE MY BUSINESS

Molti lo usano ma non lo sanno. Scopriamo come funziona uno dei più importanti strumenti messi a disposizione da Google

Iniziamo col dire che tutti usiamo Google My Business ma che non tutti sanno di cosa si tratta. In effetti stiamo parlando di uno strumento entrato nella nostra quotidianità quando cerchiamo qualcosa sul motore di ricerca e che facilmente ci restituisce informazioni come orari di apertura, sito web, indirizzo, ecc. Ma perchè un’azienda dovrebbe usare Google My Business? Come fa Google a darci queste informazioni? Grazie alle schede aziendali gratuite che ci mette a disposizione.

Google My Business. La scheda aziendale gratuita

Per farci trovare facilmente dai nostri clienti e iniziare a migliorare la nostra immagine digitale, Google ci fornisce questa opportunità che consiste nel registrare la nostra azienda su Google e gestire le nostre informazioni attraverso una dashboard dedicata.

Cosa possiamo fare attraverso la dashboard:

  • Aggiornare i dati aziendali (indirizzo, contatti, orari, ecc.)
  • Gestire foto e video aziendali
  • Parlare con i clienti attraverso la gestione delle recensioni
  • Analizzare le statistiche sulle ricerche degli utenti e migliorare la loro esperienza

Vantaggi per le aziende

La scheda Google My Business rappresenta davvero una grossa opportunità perchè fortemente legata al motore di ricerca: e oggi Google è senza dubbio il principale motore di ricerca utilizzato a livello internazionale. Proprio per questa ragione attraverso questo strumento le aziende possono:

  • dare informazioni utili ai propri clienti nel momento in cui cercano informazioni su temi specifici
  • migliorare l’indicizzazione del sito aziendale rendendolo visibile agli utenti
  • migliorare la digital reputation

Tutto ciò in maniera totalmente gratuita. Non approfittarne sarebbe follia!

LE METRICHE DA TENERE D'OCCHIO PER UN EFFICACE E-MAIL MARKETING

LE METRICHE DA TENERE D’OCCHIO PER UN EFFICACE E-MAIL MARKETING

L’e-mail marketing è morto!

Lunga vita all’email marketing!

Mai come in questo periodo ha rappresentato uno strumento fondamentale per la fidelizzazione del cliente e per l’aumento del Customer Lifetime Value. Per raggiungere questi obiettivi quali sono le metriche principali da tenere d’occhio?

L’articolo di oggi vuole tentare di fare chiarezza su questo strumento andando a riprendere un interessantissimo articolo pubblicato sul blog della piattaforma MailUp. L’articolo completo è disponibile a questo link: shorturl.at/wAMS2

“Non puoi migliorare ciò che non sai misurare” 

Con queste parole Peter Drucker, fondatore del management moderno, esprime un concetto fondamentale, che è anche l’obiettivo principale del nuovo ebook di MailUp dedicato alle metriche dell’Email Marketing: imparare a misurare significa capire dove intervenire per migliorare i propri risultati. 

Rispetto ad altri canali, l’email ha il grande vantaggio di essere perfettamente tracciabile in ogni suo aspetto. Le metriche dell’Email Marketing si dividono in:

  • kpi on-mail, che riguardano l’interazione dell’utente con il messaggio stesso.
  • kpi off-mail, che misurano tutto ciò che ha origine nelle email ma che avviene altrove

Analizzare tali metriche, monitorarle con costanza e capire quali sono gli elementi che le influenzano significa smettere di prendere decisioni “a braccio” e individuare le azioni correttive decisive per migliorare le proprie performance. 

Completa la lettura al seguente link: shorturl.at/wAMS2

Kiko diventa digitale

KIKO DIVENTA DIGITALE

La digitalizzazione arriva anche nel settore della cosmesi. Kiko punta alla crescita grazie all’adozione di soluzioni digitali che strizzano l’occhio all’omnicanalità.

L’articolo di oggi è un’interessante intervista all’AD di Kiko Cristina Scocchia che traccia la roadmap seguita dalla sua azienda per imporsi su mercati internazionali. Potete leggere l’articolo completo di Digital4Biz a questo link.

Una top manager che tutto il mondo ci invidia, Cristina Scocchia, da tre anni e mezzo CEO della multinazionale del beauty KIKO. Brand iconico del Made in Italy, KIKO coniuga la tecnologia e l’innovazione di prodotto con la creatività dei settori moda e makeup in una formula magica che attrae e fidelizza soprattutto le più giovani. Numeri da capogiro quelli del brand del gruppo bergamasco Percassi: KIKO è una realtà da 7.700 dipendenti, presente in 27 paesi con una rete di circa 900 punti vendita, a cui si aggiunge un canale eCommerce esteso a ben 34 paesi.

Completa la lettura su questo link.

VOUCHER DIGITALI I4.0 2019 - CCIAA LECCE

VOUCHER DIGITALI I4.0 2019 – CCIAA LECCE

Finalità


1. La Camera di commercio di Lecce, nell’ambito delle attività previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, intende promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle Micro, Piccole e Medie Imprese (da ora in avanti MPMI), di tutti i settori economici attraverso:

  • la diffusione della “cultura digitale” tra le MPMI della circoscrizione territoriale camerale;
  • l’innalzamento della consapevolezza delle imprese sulle soluzioni possibili offerte dal digitale e sui suoi benefici;
  • il sostegno economico alle iniziative di digitalizzazione in ottica Impresa 4.0 implementate dalle imprese del territorio in parallelo con i servizi offerti dai PID.

2. Nello specifico, con l’iniziativa “Bando voucher digitali I4.0 – Anno 2019” sono proposte due Misure – Misura A e Misura B – che rispondono ai seguenti obiettivi tra loro complementari:

  • sviluppare la capacità di collaborazione tra MPMI e tra esse e soggetti altamente qualificati nel campo dell’utilizzo delle tecnologie I4.0, attraverso la realizzazione di progetti in grado di mettere in luce i vantaggi ottenibili attraverso il nuovo paradigma tecnologico e produttivo;
  • promuovere l’utilizzo, da parte delle MPMI della circoscrizione territoriale camerale, di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali in attuazione della strategia definita nel Piano Nazionale Impresa 4.0;
  • stimolare la domanda da parte delle MPMI del territorio della Camera di Commercio, di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche e/o realizzare innovazioni tecnologiche e/o implementare modelli di business derivanti dall’applicazione di tecnologie I4.0.

Ambiti di intervento


1. Con il presente Bando si intendono finanziare, tramite l’utilizzo di contributi a fondo perduto (voucher), le seguenti misure di innovazione tecnologica I4.0:

  • Misura A – Progetti condivisi da più imprese, presentati secondo quanto specificato nella parte generale del presente Bando e nella “Scheda 1 – Misura A”;
  • Misura B – Progetti presentati da singole imprese secondo quanto specificato nella parte generale del presente Bando e nella “Scheda 2 – Misura B”.

2. Le disposizioni specifiche relative alle Misure A e B previste nella “Scheda 1 – Misura A” e nella “Scheda 2 – Misura B” formano parte integrante e sostanziale del presente Bando. Le previsioni della presente parte generale del Bando, dove non diversamente specificato, si intendono relative sia alla Misura A che alla Misura B.

3. Gli ambiti tecnologici di innovazione digitale I4.0 ricompresi nel presente Bando sono:

Elenco 1: utilizzo delle tecnologie di cui agli allegati A e B della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e s.m.i., inclusa la pianificazione o progettazione dei relativi interventi e, specificamente:

  • soluzioni per la manifattura avanzata
  • manifattura additiva
  • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa dell’ambiente reale e nell’ambiente reale (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D)
  • simulazione
  • integrazione verticale e orizzontale
  • Industrial Internet e IoT
  • cloud
  • cybersicurezza e business continuity
  • big data e analytics
  • soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain e della gestione delle relazioni con i diversi attori (es. sistemi che abilitano soluzioni di Drop Shipping, di “azzeramento di magazzino” e di “just in time”)
  • software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-impresa, impresa-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field; incluse attività connesse a sistemi informativi e gestionali – ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.- e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc)

Elenco 2: utilizzo di altre tecnologie digitali, purché propedeutiche o complementari a quelle previste al precedente Elenco 1:

  • sistemi di e-commerce
  • sistemi di pagamento mobile e/o via Internet e fintech
  • sistemi EDI, electronic data interchange
  • geolocalizzazione
  • tecnologie per l’in-store customer experience
  • system integration applicata all’automazione dei processi.

Natura dell’agevolazione


1. Le risorse complessivamente stanziate dalla Camera di commercio a disposizione dei soggetti beneficiari ammontano a euro 457.360,00 e sono suddivise come da tabella seguente:

  • Misura A, euro 228.680,00;
  • Misura B, euro 228.680,00.

2. Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di voucher.

3. I voucher avranno un importo unitario massimo di euro 10.000,00.

4. L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ammissibili.

5. Tanto per la Misura A che per la Misura B, alle imprese in possesso del rating di legalità verrà riconosciuta una premialità di euro 250,00 nel limite del 100% delle spese ammissibili e nel rispetto dei pertinenti massimali de minimis.

6. I voucher saranno erogati con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4% ai sensi dell’art. 28, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

Soggetti beneficiari


1. Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al presente Bando le imprese che, alla data di presentazione della domanda, presentino i seguenti requisiti:

a) essere Micro o Piccole o Medie imprese come definite dall’Allegato 1 del regolamento UE n. 651/2014;

b) avere sede legale e/o unità locali nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di Lecce;

c) essere iscritte nel Registro delle Imprese alla data del 1/1/2017 ed essere attive alla data di presentazione della domanda di cui all’art. 9 comma 1 del presente Bando;

d) essere in regola con il pagamento del diritto annuale;

e) non essere in stato di fallimento, liquidazione (anche volontaria), amministrazione controllata, concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente;

f) avere legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dall’art. 67 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia). I soggetti sottoposti alla verifica antimafia sono quelli indicati nell’art. 85 del D.lgs. 6 settembre 2011, n.159;

g) aver assolto gli obblighi contributivi ed essere in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro di cui al D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni;

h) ai sensi dell’art. 4, comma 6, del D.L. 95 del 6 luglio 2012, convertito nella L. 7 agosto 2012, n. 135, non avere forniture in essere con la Camera di commercio di Lecce al momento della liquidazione del voucher5.

2. I requisiti di cui al comma 1, lettere da b) a g), devono essere posseduti dal momento della domanda fino a quello della liquidazione del voucher.

Spese ammissibili


1. Per la Misura A e la Misura B sono ammissibili le spese per:

a) servizi di consulenza e/o formazione relativi ad una o più tecnologie tra quelle previste dal Bando. Tali spese devono rappresentare almeno il 50% delle spese ammissibili;

b) acquisto di beni e servizi strumentali, nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili, funzionali all’acquisizione delle tecnologie abilitanti.

2. Sono escluse le spese di trasporto, vitto e alloggio e generali.

3. L’acquisto di beni e di servizi di consulenza o formazione non potranno in nessun caso ricomprendere le seguenti attività:

  • assistenza per acquisizione di certificazioni (es. ISO, EMAS, ecc.);
    • in generale, supporto e assistenza per adeguamenti a norme di legge o di consulenza/assistenza relativa, in modo preponderante, a tematiche di tipo fiscale, finanziario o giuridico.

4. In fase di presentazione della domanda deve essere specificato, pena la non ammissibilità, il riferimento a quali ambiti tecnologici, tra quelli indicati nel bando, si riferisce la spesa, con l’indicazione della ragione sociale e partita IVA dei fornitori. In particolare, nel caso di spese relative a servizi di consulenza e formazione – pena la non ammissibilità – dovrà contenere la motivazione dell’utilizzo ed il collegamento con le tecnologie.

5. Tutte le spese possono essere sostenute a partire dal 01/01/2019 fino al 120° giorno successivo alla data della Determinazione di approvazione delle graduatorie delle domande ammesse a contributo7.

6. Tutte le spese si intendono al netto dell’IVA, il cui computo non rientra nelle spese ammesse, ad eccezione del caso in cui il soggetto beneficiario ne sostenga il costo senza possibilità di recupero.

Presentazione delle domande


A pena di esclusione, le richieste di voucher devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e-gov, dalle ore 8:00 del 10/04/2019 alle ore 21:00 del 15/07/2019. Saranno automaticamente escluse le domande inviate prima e dopo tali termini. Non saranno considerate ammissibili altre modalità di trasmissione delle domande di ammissione al voucher.

Gli assistenti vocali e il marketing nel 21esimo secolo

GLI ASSISTENTI VOCALI E IL MARKETING NEL 21ESIMO SECOLO

Avete presente gli assistenti vocali? Si, proprio quelli che somigliano tanto a dei giochini che rispondono alle vostre domande.

E se vi dicessi che tra poco faranno la spesa al posto vostro?

Vi sembra uno scenario un po’ troppo azzardato? Non lo è affatto. Nei prossimi 10 anni gli assistenti vocali rivoluzioneranno le nostre abitudini, a partire dalla spesa settimanale. Se ci pensate bene, negli ultimi anni abbiamo iniziato a conoscerli grazie ai nostri smartphone; Siri, Google Assistant, Alexa, Bixby, hanno fatto l’ingresso nella nostra vita in punta di piedi, fino a circa un anno addietro, periodo nel quale hanno debuttato in Italia i dispositivi Google Home, con i quali sempre più prodotti e dispositivi “casalinghi” sono in grado di comunicare, dal termostato alle lampadine, dall’impianto di allarme al condizionatore e agli elettrodomestici in cucina.

Quello che si sta prefigurando è dunque un decennio che vedrà questi dispositivi dialogare in modo autonomo con sempre più servizi, tanto da rendere necessario per noi il solo utilizzo della nostra voce per comandarli.

Le nostre abitudini alimentari, come i gusti musicali e le nostre passioni, non sono e non saranno in futuro un mistero per aziende come Amazon, Google, Apple e compagnia, tanto che le aziende che vorranno proporci i loro prodotti, dovranno probabilmente fare i conti con gli algoritmi di filtraggio di questi dispositivi “intelligenti” con i quali dialogheremo sempre più spesso, per arrivare a noi.

Ma torniamo al presente riprendendo un passaggio dell’articolo “Il Marketing nell’era di Alexa” di HBR (Harvard Business Review).

“Gli assistenti virtuali guidati dall’AI (Intelligenza Artificiale) stanno colonizzando rapidamente le case dei consumatori. Gli analisti stimano che Amazon, per esempio, abbia venduto qualcosa come 25 milioni di smart speaker Echo, che gli acquirenti utilizzano per entrare in contatto con la sua assistente digitale, Alexa, e stando alle previsioni quel numero dovrebbe più che raddoppiare entro il 2020. Se teniamo conto dei milioni di altri dispositivi che la ospitano già tramite i sistemi operativi iOS o Android, il tasso di penetrazione nel mercato di Alexa appare ancora più elevato. Google Assistant, a cui si accede prevalentemente tramite i cilindretti Google Home e i telefonini Android, è ormai disponibile

 su 400 milioni di apparecchi. Nei mesi scorsi Apple ha lanciato un home-pod che impiega l’assistente digitale Siri, e Samsung ha acquisito Viv, un’azienda specializzata nello sviluppo di smart assistant fondata dai creatori di Siri, per potenziarne la piattaforma Bixby AI. Microsoft e Tencent hanno piattaforme specifiche per i loro assistenti AI (Cortana e Xiaowei), e gli assistenti virtuali Chumenwenwen e Xiaoice (che è capace di sostenere conversazioni misteriosamente simili a quelle umane e avrebbe 40 milioni di utilizzatori registrati) sono già molto popolari in Cina.

La piattaforma raccoglierà e fornirà informazioni, e l’assistente sarà l’interfaccia del consumatore con sistemi di domotica, elettrodomestici e altre macchine. L’assistente sarà anche il portale di accesso a un centro commerciale infinito, che metterà a disposizione ogni sorta di beni e di servizi.

Più i consumatori la useranno, più la piattaforma ne capirà le abitudini e le preferenze, e meglio risponderà alle loro esigenze – accrescendone la soddisfazione in un ciclo che si autorinforza.

Oggi i brand devono il loro successo alla capacità di segnalare la qualità dei prodotti e di conquistare la lealtà degli acquirenti. Ma in un mondo dominato dalle piattaforme AI, gli operatori di marketing potrebbero scoprire che i consumatori si fidano più degli assistenti digitali che dei brand. In molti casi, le attività che aiutano i brand a cementare nel tempo le relazioni con gli acquirenti – capire e soddisfare i bisogni delle persone, garantire la qualità e mettere costantemente al centro gli interessi dei consumatori – verranno svolte meglio dalle piattaforme AI.”

Le imprese dovranno dunque abituarsi a dialogare con queste “Intelligenze” con un approccio totalmente diverso da quello che fino ad ora hanno utilizzato per rendere fedeli i clienti “umani”.

In un’era nella quale la fedeltà dei consumatori ai brand vacilla come non mai, gli assistenti virtuali potrebbero assestare il colpo di grazia ad una tipologia di marketing imperante da oltre 50 anni.

 

Luca Presta

BANDO VOUCHER DIGITALI 4.0 IN FAVORE DELLE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI LECCE

BANDO VOUCHER DIGITALI 4.0 IN FAVORE DELLE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI LECCE

Al via il bando relativo ai VOUCHER DIGITALI 4.0, elaborato dalla Camera di Commercio di Lecce nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0, al fine di promuovere e diffondere la cultura e la pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese (MPMI) della provincia di Lecce.

Le risorse disponibili ammontano a € 146.000,00; i voucher avranno un importo massimo di € 5.000,00 ed è prevista una ulteriore premialità per le imprese che vantano il rating di legalità.

La Camera di Commercio di Lecce, tramite il PID camerale – Punto Impresa Digitale, intende sostenere la oramai indispensabile trasformazione digitale delle imprese, favorendo sia l’utilizzo da parte delle MPMI di  soluzioni e servizi focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, sia la domanda delle imprese di servizi per il trasferimento di soluzioni tecnologiche, nonchè l’implementazione di modelli di business derivanti dall’applicazione delle nuove tecnologie.

Le richieste di voucher devono essere trasmesse, a partire dalle ore 9:00 del 13 luglio 2018, esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso lo sportello on line “Contributi alle imprese”, all’interno del sistema Webtelemaco di Infocamere – Servizi e – gov, utilizzando obbligatoriamente un’utenza intestata all’impresa.

Ulteriori info e testo del bando: www.le.camcom.gov.it

Fonte: Camera di Commercio di Lecce

MOBILE MARKETING: GUIDA PRATICA

MOBILE MARKETING: GUIDA PRATICA

L’Era del Cliente. È così che gli analisti definiscono il contesto socio-economico che stiamo vivendo, caratterizzato da consumatori che non si accontentano di acquistare semplicemente un prodotto, ma chiedono di vivere esperienze profonde d’interazione con i brand.

L’affermarsi delle tecnologie digitali, mobile e social media in particolare, ha accelerato il trasferimento del potere decisionale dall’azienda al cliente, che diventa il vero protagonista dell’esperienza di acquisto. Si tratta di uno scenario radicalmente diverso rispetto all’era in cui il cliente, sostanzialmente ‘eterodiretto’, adeguava i propri bisogni all’offerta delle aziende. Oggi sono le aziende che devono anticipare ‘sogni e bisogni’ dei clienti per entrare in sintonia profonda con loro.

questo link vi proponiamo dunque una mini guida per aziende che vogliano iniziare ad affacciarsi al mondo del digitale per provare a migliorare le proprie performances di vendita tramite un più profondo coinvolgimento dei propri clienti durante la loro esperienza d’acquisto.

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

Bonus per la formazione 4.0 più vicino. E’ stato firmato dai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al credito di imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018. L’incentivo si avvicina così al compimento dopo un lungo iter che ha riguardato l’esame della Ragioneria dello Stato.

Il bonus punta a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane: prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

La piena operatività del credito di imposta rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

“Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi in CdM della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici – dice Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa”.

Sul fronte Industria 4.0 oggi il cdm su proposta del Mise e delle Finanze ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale. A questo scopo è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. Inoltre viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso efficiente delle risorse del predetto Fondo, al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero.

FONTE: https://urly.it/368p

CREARE MODELLI DI BUSINESS VINCENTI

CREARE MODELLI DI BUSINESS VINCENTI

Sei un imprenditore e vorresti innovare il tuo business?
Sei un giovane intento ad avviare una nuova impresa?
Forse non lo sai, ma una nuova e buona prassi per fare innovazione è utilizzare strumenti che stimolino la partecipazione attiva e che ti possano dare un’immediata idea di come sta agendo il tuo business e di come potrebbe agire se cambiassi alcuni degli elementi che caratterizzano la tua impresa.
Di cosa parliamo? Parliamo del BUSINESS MODEL CANVAS, uno strumento innovativo che ti permetterà di comprendere chi sono e cosa si aspettano i tuoi clienti al fine di attivare tutte le risorse e le attività necessarie per soddisfare le loro aspettative.
Quindi niente più domande tipo:

  • Cosa sappiamo produrre? Cosa possiamo vendere?
  • Come possiamo raggiungere tutti i clienti?
  • Chi sono i clienti importanti in questo momento?
  • Come riusciamo a raggiungere i clienti?
  • Che cosa può essere profittevole per noi?

Bensì un cambio di prospettiva che ci deve spingere a chiederci:

  • Di che cosa hanno bisogno i clienti? Quali sono le loro aspettative?
  • A quali clienti ci vogliamo rivolgere? Ci sono dei non clienti che potremmo raggiungere?
  • Quali saranno i clienti importanti in futuro?
  • Come vogliono essere raggiunti i clienti?
  • Per quale valore i clienti sono disposti a pagare?

Il Business Model Canvas quindi rappresenta un modello che dà a tutte le imprese, grandi e PMI, l’opportunità di realizzare un cambiamento condiviso che in termini aziendali vuol dire:

  • Maggiore capacità di rispondere alle esigenze dei clienti
  • Migliore efficienza e qualità
  • Maggiore produttività
  • Maggiore capacità di leggere il mercato e di innovare prima della concorrenza

Se vuoi approfondire questo nuovo modo di fare impresa, non esitare a contattarci compilando il form; saremo pronti a darti tutte le informazioni necessarie per il tuo business!