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FAR CRESCERE LE AZIENDE PUNTANDO SUL TEAM

FAR CRESCERE LE AZIENDE PUNTANDO SUL TEAM

Oggi le aziende possono far crescere il proprio livello di competitività puntando sul proprio team: un’opportunità gratuita, di valore, ma che pochi sfruttano

Partiamo da una riflessione che decisamente inconfutabile: le aziende sono fatte da persone. Per questa ragione per far crescere le aziende è sempre più indispensabile puntare sul team, sulle persone e sulla loro crescita professionale. Eppure chi vive il mondo delle imprese (al sud in particolare) ha sempre la percezione che la formazione rappresenti una perdita di tempo. Eppure sono diversi i report sulla formazione continua che raccontano come le imprese che hanno svolto attività di formazione, in ogni settore e di ogni grandezza, hanno contribuito a livello nazionale all’aumento del PIL e quindi hanno visto crescere la propria produzione ed proprio fatturato.

Sembra una cosa naturale, maggiore competenza del personale si traduce in una migliore performance lavorativa; ciò accade ad esempio:

  • lavorando sui processi aziendali riuscendo ad intercettare inefficienze o perdite di tempo;
  • quando si lavora sull’organizzazione, individuando ruoli e competenze in ogni area aziendale;
  • se si assume una nuova risorsa che dovrà comprendere il contesto in cui si sta inserendo e non soltanto le specificità della mansione lavorativa;
  • per la crescita commerciale, sviluppando nel proprio team non soltanto le più innovative tecniche di vendita ma anche una conoscenza approfondita dei prodotti o dei servizi offerti. Capita molto spesso infatti che alcuni dipendenti con ruoli tecnici diventino i principali artefici della spinta commerciale aziendale!
  • quando si lavora sul clima aziendale, garantendo un luogo di lavoro che faccia sentire i dipendenti “a casa”, in un luogo dove poter essere in condizione di lavorare nel migliore dei modi;
  • in tutti i contesti in cui la presenza di persone che agiscono comportamenti virtuosi e professionali porta all’azienda un maggior capacità di lavorare in modo efficace ed efficiente.

Le aziende oggi hanno quindi bisogno di persone capaci di portare valore in azienda, e che abbiano voglia di mettersi in gioco affrontando con passione le attuali complessità. E queste stesse persone hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo, che lo aiuti a tirar fuori i propri talenti. Ed è proprio attraverso la formazione (nelle sue diverse forme, in aula, on the job, esperienziale, ecc.) che si sprigionano i talenti dei propri dipendenti.

Finanziare la formazione

Oggi la formazione rappresenta una grandissima opportunità almeno per due ragioni:

  • porta valore all’interno dell’azienda (se fatta con le giuste modalità);
  • è a costo zero. Infatti esistono degli strumenti che consentono di finanziare la formazione ma che spesso le aziende non conoscono.

Perché non sfruttarla? Perché molto spesso gli imprenditori dicono di non avere tempo per fare formazione? Ovvero per fare qualcosa di utile per la propria azienda? In molti casi si tratta di scuse per nascondere una pecca culturale/manageriale che porta a credere che la formazione sia una perdita di tempo e che sia impossibile misurare i vantaggi prodotti dalla formazione. In realtà è vero il contrario, perché quello che viene definito il ROI (Return on Investment) della formazione è ben quantificabile se si individuano degli indicatori di riferimento precisi. Ci sono aziende che grazie alla formazione sono riuscite a guadagnare anche venti o trenta mila euro.

E molto spesso il ROI (Return on Investment) ottenuto è molto alto in virtù di un investimento economico in formazione pari a zero. Esistono diversi strumenti per finanziare la formazione:

  • attraverso i fondi interprofessionali che danno l’opportunità di utilizzare lo 0,30% del monte contributivo obbligatorio versato all’Inps – previsto dalla Legge 388 del 2000 – per realizzare piani formativi a vantaggio dello sviluppo aziendale e della preparazione dei lavoratori e dei dirigenti.

In aggiunta, per le aziende della Regione Puglia ci sono due altri strumenti:

  • i Piani Formativi Aziendali, che è un bando regionale che consente di presentare un piano per la formazione professionale non obbligatoria e che copre fino al 70% del valore del piano. Il restante 30% viene richiesto come cofinanziamento da parte dell’impresa attraverso il mancato reddito per le ore in cui i dipendenti sono in formazione.
  • I Pas Imprese, uno strumento che consente di accedere a dei voucher aziendali per finanziare la formazione di imprenditori e lavoratori.

Le opportunità esistono, è sufficiente guardare alla formazione con occhi nuovi e aprirsi verso nuove possibilità di crescita aziendale. L’importante è farsi supportare da persone preparate che consentano di ottimizzare al massimo i finanziamenti disponibili.

FORMAZIONE DEL FUTURO: IL CASO H-FARM

FORMAZIONE DEL FUTURO: IL CASO H-FARM

Investire nella realtà virtuale a distanza

L’articolo di oggi viene da Wired ed è a cura di Kevin Carboni. Parliamo di un case history legato alla formazione. Potete leggere l’articolo completo a questo link

H-farm, primo incubatore italiano di startup e oggi centro per l’innovazione, investe nella filiera dell’educazione con My school, il primo progetto di scuola multicanale che unirà lezioni in live streamingon demand e tramite la realtà virtuale e aumentata, offrendo un campus virtuale ai propri studenti. My school, che utilizza le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali, è l’ultimo tassello del programma educativo di H-farm, che ha sviluppato sia un network di scuole internazionali per alunni e alunne dai 3 ai 16 anni, sia percorsi universitari che vanno dalla laurea triennale ai master.

L’esperienza formativa è stata trasformata per adattarsi alle esigenze di di un mondo in cui la didattica a distanza ha mostrato di poter avere delle potenzialità, se sviluppata nella maniera adeguata. My school è stata pensata appositamente per chi, per motivi di salute, non può frequentare una scuola fisica, o per chi sta seguendo un percorso di carriera sportivo e ha bisogno di trovare un equilibrio tra studio e allenamenti, per chi segue altri percorsi educativi o per chi, per qualunque motivo, non può frequentare lezioni in presenza. I programmi e i contenuti didattici sono stati riprogettati per essere distribuiti su più canali digitali. Le lezioni saranno disponibili sia in diretta che in differita – on demand – e una biblioteca digitale raccoglierà tutti i contenuti educativi che saranno sempre a disposizione delle studentesse e degli studenti.

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LA FORMAZIONE NELL'ERA DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO

LA FORMAZIONE NELL’ERA DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO

I trend tecnologici 2021 nell’apprendimento

L’articolo di oggi viene da Linkedin ed è a cura di Orazio Stangherlin. Parliamo di temi interessanti per chi vuole farsi trovare aggiornato sul mondo della digitalizzazione. Potete leggere l’articolo completo a questo link

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di digitalizzazione dei processi, di un settore, di un’azienda e così via, intendendo con questa parola una sorta di passaggio dall’analogico al digitale che comporta quindi una codifica di pratiche comunemente svolte “a mano”, “faccia a faccia”, “con strumenti cosiddetti tradizionali”, in modalità coinvolgenti la tecnologia e le sue innumerevoli possibilità applicative.

Ma la formazione?

Naturalmente la digitalizzazione ha coinvolto anche le aree dell’apprendimento e dello sviluppo, basti pensare a concetti quali e-Learning, formazione a distanza (comunemente abbreviata con FAD), mobile learningpiattaforme LMS, solo per citarne alcuni. In particolare, nell’ultimo periodo, a causa dell’emergenza socio-sanitaria da COVID-19, si è registrato un forte incremento di attività online in ambito formativo-didattico, poiché, come ben sappiamo, tra le misure cautelative adottate è stato ritenuto necessario chiudere scuole di ogni ordine e grado, centri di formazione professionale e istituti educativi privati. In tale contesto, la tecnologia ha assunto un ruolo fondamentale nel permettere la continuazione di una forma di normalità dei processi, nonché del loro mantenimento nel tempo, che ad oggi continua a risultare valida ed efficiente nonostante si stia pian piano tornando alla consueta normalità.

L’AECT (Association for Educational Communications and Technology) ha delineato il concetto di EdTech (Educational Technology), definendolo come quel “processo di facilitazione e miglioramento delle performance attraverso la creazione, l’uso e la gestione appropriata dei processi e delle risorse tecnologiche”. 

La formazione a livello aziendale non è stata esente da tali dinamiche, l’incrocio tra tecnologia e apprendimento ha subìto un forte incremento solo nel 2020, incidendo fortemente sui risultati relativi allo sviluppo di conoscenze e portando la sua priorità ad un livello massimo all’interno dell’agenda aziendale. Comprendere quali tecnologie adoperare nel rendere fruibile, di valore, efficace ed efficiente l’apprendimento online è risultato essere cruciale. Secondo Deloitte il mercato della formazione della Cina potrebbe raggiungere ben 715 miliardi di dollari entro il 2025, generando considerevoli guadagni per gli investitori.

È semplice dedurre che il settore della formazione continuerà quindi a mutare in modo decisivo e rapido, sia nelle tecnologie sia nelle metodologie, che a loro volta dovranno innovarsi di pari passo con i nuovi strumenti adoperati.

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IDENTIKIT DEI MANAGER DEL FUTURO

IDENTIKIT DEI MANAGER DEL FUTURO

Costruiamo oggi i leader di domani

L’articolo di oggi è tratto dal Wired Future Lab, sul tema Next Generation Business.
Potete leggere l’articolo completo a questo link

I leader del futuro dovranno essere affamati di conoscenza, curiosi e con una buona dose di coraggio, per permettere di cambiare direzione al business quando (e se) necessario. Il tutto dovrà essere miscelato con un po’ di sana umiltà e molta sobrietà. L’identikit è emerso nel primo Wired Future Lab dedicato alla Next Generation Business, evento realizzato da Condé Nast in collaborazione con la Escp Business School, la più antica business school al mondo e oggi tra le più importanti a livello globale.

Necessità primaria per costruire le leadership forti del domani è puntare sulla formazione di bambini e ragazzi, per offrire loro strumenti adatti per sfide sempre più globalizzate e competitive. I fondi messi in campo per risollevare l’economia europea dalla crisi innescata dal Covid-19 danno l’opportunità di investire sulla scuola e sull’università. Ora bisogna farlo davvero, dice Francesco Rattalino, docente di Strategy and Management Control e direttore dell’ESCP Business School Turin Campus: “Vorrei vedere molta più next generation nel Recovery plan italiano. Dalle bozze circolate sui giornali i fondi destinati ai giovani sono solo l’1%, c’è chi ha chiesto che questi fondi siano aumentati al 10%: io credo che il 10% sia ancora poco, però è almeno un ordine di grandezza”, dice.

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Competenze con l'industria 4.0

COMPETENZE CON L’INDUSTRIA 4.0

Sono tante le opportunità per le imprese che investono sull’industria 4.0. Oggi si posso ottenere agevolazioni anche per lo sviluppo delle competenze grazie alla formazione in azienda

L’articolo di oggi viene direttamente dal ministero dello sviluppo economico che riepiloga le opportunità per le imprese. Potete leggere l’articolo completo a questo link: http://shorturl.at/cqTV6

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano. L’investimento consiste in circa 24 miliardi di Euro per una misura che diventa strutturale e che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo dei tempi di fruizione.

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 si pone due obiettivi fondamentali:

  • Stimolare gli investimenti privati;
  • Dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

Nuova durata delle misure

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;
  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

[…]

Credito Formazione 4.0

  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
  • È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

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FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

Bonus per la formazione 4.0 più vicino. E’ stato firmato dai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al credito di imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018. L’incentivo si avvicina così al compimento dopo un lungo iter che ha riguardato l’esame della Ragioneria dello Stato.

Il bonus punta a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane: prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

La piena operatività del credito di imposta rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

“Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi in CdM della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici – dice Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa”.

Sul fronte Industria 4.0 oggi il cdm su proposta del Mise e delle Finanze ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale. A questo scopo è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. Inoltre viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso efficiente delle risorse del predetto Fondo, al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero.

FONTE: https://urly.it/368p

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

FINALMENTE AL VIA IL BONUS FORMAZIONE 4.0

Bonus per la formazione 4.0 più vicino. E’ stato firmato dai ministri Carlo Calenda, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti il decreto interministeriale che dà attuazione al credito di imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018. L’incentivo si avvicina così al compimento dopo un lungo iter che ha riguardato l’esame della Ragioneria dello Stato.

Il bonus punta a supportare l’acquisizione di competenze sulle tecnologie 4.0 applicate negli ambiti Informatica, Tecniche e tecnologie di produzione e Vendita e marketing da parte dei lavoratori dipendenti di imprese italiane: prevede un credito di imposta del 40% delle spese ammissibili sostenute nell’anno 2018 e nel limite massimo di 300.000 euro per ciascuna impresa beneficiaria.

La piena operatività del credito di imposta rappresenta un passaggio importante del Piano Impresa 4.0: una misura automatica finalizzata alla generazione e al rafforzamento di competenze 4.0 necessarie per abilitare gli investimenti a maggior contenuto di innovazione nelle imprese e a mettere al centro la formazione dei lavoratori nelle strategia di recupero di competitività internazionale.

“Con l’operatività del credito di imposta Formazione 4.0, l’approvazione oggi in CdM della governance del fondo per il capitale immateriale e la selezione definitiva dei competence center che si concluderà a giorni, il piano impresa 4.0 completa il pilastro delle competenze dopo quello del supporto agli investimenti tecnologici – dice Calenda -. Un lavoro di due anni che ha visto la collaborazione del Governo con associazioni d’impresa, sindacati, università e che fa del piano italiano il più consistente e articolato in Europa”.

Sul fronte Industria 4.0 oggi il cdm su proposta del Mise e delle Finanze ha approvato, in esame preliminare, un regolamento che individua l’organismo competente alla gestione delle risorse stanziate per perseguire obiettivi di politica economica ed industriale. A questo scopo è stato istituito uno specifico Fondo per interventi volti a favorire lo sviluppo del capitale immateriale, della competitività e della produttività. Inoltre viene definito l’assetto organizzativo che consenta l’uso efficiente delle risorse del predetto Fondo, al fine di favorire il collegamento tra i diversi settori di ricerca interessati dagli obiettivi di politica economica e industriale, la collaborazione con gli organismi di ricerca internazionali, l’integrazione con i finanziamenti della ricerca europei e nazionali, le relazioni con il sistema del venture capital italiano ed estero.

FONTE: https://urly.it/368p

APPROVATO L'AVVISO MIFORMOELAVORO

APPROVATO L’AVVISO MIFORMOELAVORO

E’ di pochi giorni fa la notizia dell’approvazione del nuovo bando dedicato ai percorsi formativi per promuovere l’accrescimento delle competenze professionali. La Giunta regionale infatti ha approvato un avviso inserito nel nuovo programma MiFormoeLavoro, finalizzato a promuovere l’accesso a percorsi di formazione per l’occupabilità e l’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti svantaggiati.

“Siamo pronti per rilanciare la nostra azione e dare forza alle politiche attive per il lavoro in favore di quanti vivono una condizione di fragilità. – commenta l’assessore Sebastiano Leo – Attraverso la misura approvata oggi, che si inserisce in un più ampio programma a sostegno di soggetti svantaggiati, vogliamo promuovere l’assegnazione, su richiesta dei cittadini in possesso di specifici requisiti, di un contributo per l’accesso a percorsi formativi per l’acquisizione di competenze che favoriscano il reinserimento nel mercato del lavoro.

L’avviso prevede due linee di intervento attraverso le quali mettere in campo tutti gli attori della formazione e del mercato del lavoro:

  • Linea A: prevede che ad attivare percorsi formativi siano gli organismi accreditati attraverso la rilevazione delle esigenze del mondo delle imprese e del territorio, per garantire l’acquisizione di competenze e capacità operative utili per ricollocarsi nel mercato del lavoro.
  • Linea B: quanti avranno completato con successo i percorsi formativi previsti dalla linea A, potranno accedere a interventi di tutoraggio e assistenza nella ricerca di nuova occupazione.

I destinatari dell’intervento percepiranno, inoltre, un’indennità di frequenza. Il programma MiFormoeLavoro proseguirà con azioni rivolte a soggetti svantaggiati con l’obiettivo di promuovere l’incremento delle competenze e al tempo stesso favorire l’occupazione.

Per maggiori dettagli si attendono i dettagli operativi che disciplineranno le attività per le strutture accreditate e per i soggetti coinvolti nell’attività formativa.