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IL FUTURO DEI VIDEO VISTO DA YOUTUBE

IL FUTURO DEI VIDEO VISTO DA YOUTUBE

Analisi dei cambiamenti socio-culturali che resisteranno alla pandemia

L’articolo di oggi è tratto da Think with Google, ed è a cura di Gina Shalavi, Roya Zeitoune. Potete leggere l’articolo completo a questo link

I cambiamenti culturali e relativi al comportamento a cui abbiamo assistito nell’ultimo anno sono emersi anche su YouTube in diversi modi (un esempio significativo è dato dalla tendenza in rapida crescita di contenuti correlati allo “slow living” e dal sorprendente aumento di lanci virtuali di prodotti). La piattaforma cattura lo spirito del tempo in maniera ineguagliabile.

Il nostro team di analisti di YouTube ha approfondito i contenuti della piattaforma web per comprendere quali sono le tendenze che potrebbero sopravvivere alla pandemia. Abbiamo esaminato le visualizzazioni, i contenuti e le tendenze creative emerse a livello mondiale nel corso dell’ultimo anno. Ciò che abbiamo scoperto indicava continuamente un’unica direzione: i video sono sempre più indispensabili nella vita delle persone, principalmente perché offrono un senso di vicinanza con gli altri. Abbiamo registrato le nostre scoperte nel nuovo report YouTube Culture and Trends. Ecco i punti salienti:

Lezione 1: i video in diretta aiutano le persone ad acquisire un senso di comunità

Mentre i paesi di tutto il mondo entravano in lockdown, le piccole azioni che facevano sentire le persone parte di una comunità (come una chiacchierata casuale con uno sconosciuto al matrimonio di un amico in comune o le battute scambiate con altri tifosi durante la partita della squadra del cuore) sono scomparse.

Non stupisce, quindi, che le persone siano passate ai video online per colmare questo vuoto. Guardare video in compagnia, fisicamente o online, aumenta l’immediatezza generando un maggior senso di vicinanza e comunità.

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IL RETAIL E' SEMPRE PIU' DIGITAL ORIENTED

IL RETAIL E’ SEMPRE PIU’ DIGITAL ORIENTED

Scopriamo le nuove modalità per generare traffico

L’articolo di oggi è tratto da Think with Google, ed è a cura di Pablo Pérez e Raffaella Stratta. Potete leggere l’articolo completo a questo link

Il traffico, che sia online o in negozio, è ciò che alimenta il motore della vendita al dettaglio. In un mondo che si sta lasciando la pandemia alle spalle, i rivenditori devono far sì che il traffico si muova per incentivare le vendite.

Lo scorso anno, il traffico verso i punti vendita italiani è calato a causa della chiusura forzata dei negozi. Le entrate dalle vendite in negozio sono diminuite del 16% per i rivenditori di generi non alimentari.1 Nel frattempo, la capacità di risparmio dei consumatori è aumentata e la popolazione italiana ha accumulato risparmi in eccesso equivalenti al 6% del PIL, pari a oltre 126 miliardi di dollari (104 miliardi di euro). Mentre attendiamo un futuro in cui, superata la pandemia, le esigenze dei clienti saranno in continuo cambiamento, per i rivenditori è giunto il momento di considerare modi efficaci per riportare gli acquirenti nei negozi e mantenere vivo il traffico online.

Nuovi insight per la vendita al dettaglio grazie al Marketing Mix Modeling

Una nuova ricerca condotta da Google esamina come gli inserzionisti possono indirizzare più efficacemente il traffico verso i propri canali di vendita, online e offline. Abbiamo scoperto che il fattore chiave che indirizza il traffico verso i negozi online è molto diverso da quello che lo porta verso i negozi fisici:

  • Il marketing è il fattore principale che indirizza il traffico online ai siti web di vendita al dettaglio.
  • La sede fisica del negozio, invece, gioca un ruolo fondamentale nell’incrementare l’affluenza di persone in negozio.

I nostri risultati si basano sulla ricerca sul Marketing Mix Modeling (MMM), affiancata dall’analisi filtrata della complessità psicologica. Al nostro studio MMM hanno partecipato oltre 20 importanti rivenditori in Europa, Medio Oriente e Africa, operanti in vari settori, tra cui elettronica, abbigliamento e generi alimentari. Questa ricerca MMM negli ultimi cinque anni ci ha permesso di assodare l’impatto incrementale degli investimenti di marketing. Abbiamo tratto conclusioni che aiuteranno i brand a perfezionare il loro approccio di marketing in un futuro post-pandemia.

La psicologia che stimola il traffico online

Gli acquirenti affermano che la comodità è una considerazione fondamentale per decidere se acquistare online o in negozio.2 Il significato di comodità differisce a seconda della persona e della situazione. Nel mondo fisico il concetto può significare la vicinanza di un negozio. Nel mondo digitale può voler dire, invece, che un consumatore ricorda facilmente un brand che soddisfa le sue esigenze di acquisto e che ha un sito web che si naviga facilmente.

Una tabella che illustra i principali fattori che spingono all'acquisto e le considerazioni fatte dai consumatori che visitano i canali online e i negozi fisici per fare shopping. La comodità è il motore di acquisto principale in entrambi i casi
Fonte: Google/Kantar, studio a livello mondiale sull’aumento del traffico e delle conversioni in seguito al miglioramento delle esperienze cliente, condotto in 38 paesi su un campione di 33.500 consumatori maggiori di 16 anni che avevano fatto acquisti online, aprile-maggio 2019.

Chi sceglie i canali digitali dichiara che è più facile trovare prodotti online e apprezza la comodità della consegna a domicilio. Sfortunatamente i consumatori hanno un’apertura mentale circoscritta che non consente loro di elaborare opzioni online apparentemente infinite. Per questo motivo, tendono ad acquistare solo presso pochi rivenditori top of mind. Abbiamo scoperto che i consumatori di solito utilizzano solo tre negozi online, nonostante ne conoscano 13.

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