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COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

COSA FARE PER PIACERE A GOOGLE

Il mistero dell’algoritmo di Google e cosa possiamo fare per aumentare la nostra visibilità online

Articolo a cura di Luca Cannarozzo disponibile nella versione completa al seguente link

L’evoluzione costante degli algoritmi di Google impone un’ottimizzazione continua delle pagine web, un lavoro che non dovrebbe fermarsi alla sola scelta delle giuste parole chiave. 

Gli ultimi progressi dell’algoritmo del motore di ricerca più famoso del mondo, impongono un approccio SEO differente per guadagnare un ranking ottimale. Per questi motivi conoscere, per quanto possibile, l’algoritmo che ne regola il posizionamento, risulta di primaria importanza.

Ma quali sono gli elementi di una pagina web che a Google proprio non piacciono? E soprattutto, come evitarli? 

1. Contenuti di scarsa qualità 

Content is the King.  Quante hai sentito pronunciare questa frase? Continuerai a sentirla, dato che I contenuti di qualità di una pagina web possono ancora fare la differenza nella corretta indicizzazione e posizionamento di un sito web.

I contenuti di scarsa qualità di una pagina web, rappresentano per la maggior parte delle volte un aspetto determinante nella penalizzazione di una pagina. Se, inizialmente, le parole chiave rappresentavano lo strumento più importante per classificare correttamente un sito web, da allora molte cose sono cambiate. 

Adesso è essenziale che i contenuti dei siti web siano originali, ricercati e organizzati in maniera ottimale. Un contenuto di bassa qualità, pure accompagnato da un’accurata scelta delle parole chiave, non può e non potrà rappresentare uno strumento valido per poter scalare i risultati di ricerca. Oggi occorre molto di più.

Google richiede contenuti di qualità, nel senso più stretto del termine. Come si possono produrre contenuti interessanti per gli utenti e allo stesso tempo per il motore di ricerca più famoso al mondo? Un metodo esiste. Si basa essenzialmente su tre aspetti principali: 

Il primo: la profondità dell’argomento.

Google premia i testi più lunghi e contenuti completi. L’algoritmo adesso è capace di evidenziare sezioni del contenuto pubblicato, per rispondere a specifiche domande dell’utente. Per questi motivi, un contenuto più approfondito può offrire la possibilità di soddisfare innumerevoli interrogativi sull’argomento. 

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PERCHE' USARE GOOGLE MY BUSINESS

PERCHE’ USARE GOOGLE MY BUSINESS

Molti lo usano ma non lo sanno. Scopriamo come funziona uno dei più importanti strumenti messi a disposizione da Google

Iniziamo col dire che tutti usiamo Google My Business ma che non tutti sanno di cosa si tratta. In effetti stiamo parlando di uno strumento entrato nella nostra quotidianità quando cerchiamo qualcosa sul motore di ricerca e che facilmente ci restituisce informazioni come orari di apertura, sito web, indirizzo, ecc. Ma perchè un’azienda dovrebbe usare Google My Business? Come fa Google a darci queste informazioni? Grazie alle schede aziendali gratuite che ci mette a disposizione.

Google My Business. La scheda aziendale gratuita

Per farci trovare facilmente dai nostri clienti e iniziare a migliorare la nostra immagine digitale, Google ci fornisce questa opportunità che consiste nel registrare la nostra azienda su Google e gestire le nostre informazioni attraverso una dashboard dedicata.

Cosa possiamo fare attraverso la dashboard:

  • Aggiornare i dati aziendali (indirizzo, contatti, orari, ecc.)
  • Gestire foto e video aziendali
  • Parlare con i clienti attraverso la gestione delle recensioni
  • Analizzare le statistiche sulle ricerche degli utenti e migliorare la loro esperienza

Vantaggi per le aziende

La scheda Google My Business rappresenta davvero una grossa opportunità perchè fortemente legata al motore di ricerca: e oggi Google è senza dubbio il principale motore di ricerca utilizzato a livello internazionale. Proprio per questa ragione attraverso questo strumento le aziende possono:

  • dare informazioni utili ai propri clienti nel momento in cui cercano informazioni su temi specifici
  • migliorare l’indicizzazione del sito aziendale rendendolo visibile agli utenti
  • migliorare la digital reputation

Tutto ciò in maniera totalmente gratuita. Non approfittarne sarebbe follia!

FAR CRESCERE LE AZIENDE PUNTANDO SUL TEAM

FAR CRESCERE LE AZIENDE PUNTANDO SUL TEAM

Oggi le aziende possono far crescere il proprio livello di competitività puntando sul proprio team: un’opportunità gratuita, di valore, ma che pochi sfruttano

Partiamo da una riflessione che decisamente inconfutabile: le aziende sono fatte da persone. Per questa ragione per far crescere le aziende è sempre più indispensabile puntare sul team, sulle persone e sulla loro crescita professionale. Eppure chi vive il mondo delle imprese (al sud in particolare) ha sempre la percezione che la formazione rappresenti una perdita di tempo. Eppure sono diversi i report sulla formazione continua che raccontano come le imprese che hanno svolto attività di formazione, in ogni settore e di ogni grandezza, hanno contribuito a livello nazionale all’aumento del PIL e quindi hanno visto crescere la propria produzione ed proprio fatturato.

Sembra una cosa naturale, maggiore competenza del personale si traduce in una migliore performance lavorativa; ciò accade ad esempio:

  • lavorando sui processi aziendali riuscendo ad intercettare inefficienze o perdite di tempo;
  • quando si lavora sull’organizzazione, individuando ruoli e competenze in ogni area aziendale;
  • se si assume una nuova risorsa che dovrà comprendere il contesto in cui si sta inserendo e non soltanto le specificità della mansione lavorativa;
  • per la crescita commerciale, sviluppando nel proprio team non soltanto le più innovative tecniche di vendita ma anche una conoscenza approfondita dei prodotti o dei servizi offerti. Capita molto spesso infatti che alcuni dipendenti con ruoli tecnici diventino i principali artefici della spinta commerciale aziendale!
  • quando si lavora sul clima aziendale, garantendo un luogo di lavoro che faccia sentire i dipendenti “a casa”, in un luogo dove poter essere in condizione di lavorare nel migliore dei modi;
  • in tutti i contesti in cui la presenza di persone che agiscono comportamenti virtuosi e professionali porta all’azienda un maggior capacità di lavorare in modo efficace ed efficiente.

Le aziende oggi hanno quindi bisogno di persone capaci di portare valore in azienda, e che abbiano voglia di mettersi in gioco affrontando con passione le attuali complessità. E queste stesse persone hanno bisogno di sentirsi parte di un gruppo, che lo aiuti a tirar fuori i propri talenti. Ed è proprio attraverso la formazione (nelle sue diverse forme, in aula, on the job, esperienziale, ecc.) che si sprigionano i talenti dei propri dipendenti.

Finanziare la formazione

Oggi la formazione rappresenta una grandissima opportunità almeno per due ragioni:

  • porta valore all’interno dell’azienda (se fatta con le giuste modalità);
  • è a costo zero. Infatti esistono degli strumenti che consentono di finanziare la formazione ma che spesso le aziende non conoscono.

Perché non sfruttarla? Perché molto spesso gli imprenditori dicono di non avere tempo per fare formazione? Ovvero per fare qualcosa di utile per la propria azienda? In molti casi si tratta di scuse per nascondere una pecca culturale/manageriale che porta a credere che la formazione sia una perdita di tempo e che sia impossibile misurare i vantaggi prodotti dalla formazione. In realtà è vero il contrario, perché quello che viene definito il ROI (Return on Investment) della formazione è ben quantificabile se si individuano degli indicatori di riferimento precisi. Ci sono aziende che grazie alla formazione sono riuscite a guadagnare anche venti o trenta mila euro.

E molto spesso il ROI (Return on Investment) ottenuto è molto alto in virtù di un investimento economico in formazione pari a zero. Esistono diversi strumenti per finanziare la formazione:

  • attraverso i fondi interprofessionali che danno l’opportunità di utilizzare lo 0,30% del monte contributivo obbligatorio versato all’Inps – previsto dalla Legge 388 del 2000 – per realizzare piani formativi a vantaggio dello sviluppo aziendale e della preparazione dei lavoratori e dei dirigenti.

In aggiunta, per le aziende della Regione Puglia ci sono due altri strumenti:

  • i Piani Formativi Aziendali, che è un bando regionale che consente di presentare un piano per la formazione professionale non obbligatoria e che copre fino al 70% del valore del piano. Il restante 30% viene richiesto come cofinanziamento da parte dell’impresa attraverso il mancato reddito per le ore in cui i dipendenti sono in formazione.
  • I Pas Imprese, uno strumento che consente di accedere a dei voucher aziendali per finanziare la formazione di imprenditori e lavoratori.

Le opportunità esistono, è sufficiente guardare alla formazione con occhi nuovi e aprirsi verso nuove possibilità di crescita aziendale. L’importante è farsi supportare da persone preparate che consentano di ottimizzare al massimo i finanziamenti disponibili.

FORMAZIONE DEL FUTURO: IL CASO H-FARM

FORMAZIONE DEL FUTURO: IL CASO H-FARM

Investire nella realtà virtuale a distanza

L’articolo di oggi viene da Wired ed è a cura di Kevin Carboni. Parliamo di un case history legato alla formazione. Potete leggere l’articolo completo a questo link

H-farm, primo incubatore italiano di startup e oggi centro per l’innovazione, investe nella filiera dell’educazione con My school, il primo progetto di scuola multicanale che unirà lezioni in live streamingon demand e tramite la realtà virtuale e aumentata, offrendo un campus virtuale ai propri studenti. My school, che utilizza le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie digitali, è l’ultimo tassello del programma educativo di H-farm, che ha sviluppato sia un network di scuole internazionali per alunni e alunne dai 3 ai 16 anni, sia percorsi universitari che vanno dalla laurea triennale ai master.

L’esperienza formativa è stata trasformata per adattarsi alle esigenze di di un mondo in cui la didattica a distanza ha mostrato di poter avere delle potenzialità, se sviluppata nella maniera adeguata. My school è stata pensata appositamente per chi, per motivi di salute, non può frequentare una scuola fisica, o per chi sta seguendo un percorso di carriera sportivo e ha bisogno di trovare un equilibrio tra studio e allenamenti, per chi segue altri percorsi educativi o per chi, per qualunque motivo, non può frequentare lezioni in presenza. I programmi e i contenuti didattici sono stati riprogettati per essere distribuiti su più canali digitali. Le lezioni saranno disponibili sia in diretta che in differita – on demand – e una biblioteca digitale raccoglierà tutti i contenuti educativi che saranno sempre a disposizione delle studentesse e degli studenti.

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LA FORMAZIONE NELL'ERA DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO

LA FORMAZIONE NELL’ERA DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO

I trend tecnologici 2021 nell’apprendimento

L’articolo di oggi viene da Linkedin ed è a cura di Orazio Stangherlin. Parliamo di temi interessanti per chi vuole farsi trovare aggiornato sul mondo della digitalizzazione. Potete leggere l’articolo completo a questo link

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di digitalizzazione dei processi, di un settore, di un’azienda e così via, intendendo con questa parola una sorta di passaggio dall’analogico al digitale che comporta quindi una codifica di pratiche comunemente svolte “a mano”, “faccia a faccia”, “con strumenti cosiddetti tradizionali”, in modalità coinvolgenti la tecnologia e le sue innumerevoli possibilità applicative.

Ma la formazione?

Naturalmente la digitalizzazione ha coinvolto anche le aree dell’apprendimento e dello sviluppo, basti pensare a concetti quali e-Learning, formazione a distanza (comunemente abbreviata con FAD), mobile learningpiattaforme LMS, solo per citarne alcuni. In particolare, nell’ultimo periodo, a causa dell’emergenza socio-sanitaria da COVID-19, si è registrato un forte incremento di attività online in ambito formativo-didattico, poiché, come ben sappiamo, tra le misure cautelative adottate è stato ritenuto necessario chiudere scuole di ogni ordine e grado, centri di formazione professionale e istituti educativi privati. In tale contesto, la tecnologia ha assunto un ruolo fondamentale nel permettere la continuazione di una forma di normalità dei processi, nonché del loro mantenimento nel tempo, che ad oggi continua a risultare valida ed efficiente nonostante si stia pian piano tornando alla consueta normalità.

L’AECT (Association for Educational Communications and Technology) ha delineato il concetto di EdTech (Educational Technology), definendolo come quel “processo di facilitazione e miglioramento delle performance attraverso la creazione, l’uso e la gestione appropriata dei processi e delle risorse tecnologiche”. 

La formazione a livello aziendale non è stata esente da tali dinamiche, l’incrocio tra tecnologia e apprendimento ha subìto un forte incremento solo nel 2020, incidendo fortemente sui risultati relativi allo sviluppo di conoscenze e portando la sua priorità ad un livello massimo all’interno dell’agenda aziendale. Comprendere quali tecnologie adoperare nel rendere fruibile, di valore, efficace ed efficiente l’apprendimento online è risultato essere cruciale. Secondo Deloitte il mercato della formazione della Cina potrebbe raggiungere ben 715 miliardi di dollari entro il 2025, generando considerevoli guadagni per gli investitori.

È semplice dedurre che il settore della formazione continuerà quindi a mutare in modo decisivo e rapido, sia nelle tecnologie sia nelle metodologie, che a loro volta dovranno innovarsi di pari passo con i nuovi strumenti adoperati.

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Competenze con l'industria 4.0

COMPETENZE CON L’INDUSTRIA 4.0

Sono tante le opportunità per le imprese che investono sull’industria 4.0. Oggi si posso ottenere agevolazioni anche per lo sviluppo delle competenze grazie alla formazione in azienda

L’articolo di oggi viene direttamente dal ministero dello sviluppo economico che riepiloga le opportunità per le imprese. Potete leggere l’articolo completo a questo link: http://shorturl.at/cqTV6

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 è il primo mattone su cui si fonda il Recovery Fund italiano. L’investimento consiste in circa 24 miliardi di Euro per una misura che diventa strutturale e che vede il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un importante anticipo dei tempi di fruizione.

Il nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 si pone due obiettivi fondamentali:

  • Stimolare gli investimenti privati;
  • Dare stabilità e certezze alle imprese con misure che hanno effetto da novembre 2020 a giugno 2023.

Nuova durata delle misure

  • I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;
  • La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;
  • È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

[…]

Credito Formazione 4.0

  • Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;
  • È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).

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AVVISO-INNOAID-REGIONE-PUGLIA

AVVISO INNOAID DELLA REGIONE PUGLIA

Finalità


Incrementare e supportare la domanda di innovazione da parte delle imprese attraverso l’acquisizione di servizi qualificati non occasionali per l’implementazione di processi virtuosi e non occasionali, misurabili a livello non solo locale ma anche internazionale.

Soggetti beneficiari


I destinatari dell’avviso sono le Micro Piccole e Medie Imprese in forma singola o associata (Reti soggetto o consorzi costituite da almeno 3 imprese aventi i requisiti) con sede o unità locale in Puglia, in possesso dell’ultimo bilancio approvato e che inoltre siano in possesso degli abituali requisiti richiesti dalle PA.

Spese ammissibili


L’acquisizione dei seguenti Servizi di consulenza in materia di innovazione e acquisizione di servizi di consulenza e supporto all’innovazione per la definizione di nuovi prodotti/servizi:

  1. I servizi di consulenza in materia di innovazione sono:
    • Servizi di consulenza per l’innovazione guidata dal design;
    • Servizi di consulenza per l’innovazione di prodotto/servizio
    • Studi di fattibilità
  2. I servizi di consulenza e supporto all’innovazione:
    • Servizi tecnologici di sperimentazione;
    • Servizi di supporto alla gestione della proprietà intellettuale e alla certificazione di prodotto.

Per ogni tipologia di servizio è previsto un importo minimo e massimo dell’investimento ammissibile.

I fornitori di servizi di consulenza, relativi ai progetti candidati, dovranno:

  1. essere in possesso di una struttura tecnicamente organizzata operante nel settore di attività, in cui si richiede il contributo, da almeno due anni;
  2. essere in possesso di partita IVA;
  3. garantire la qualificazione del personale impegnato nel progetto (legato al fornitore con contratto a tempo indeterminato – determinato o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa) con esperienza, minima biennale, documentata nell’ambito tecnico – scientifico oggetto del progetto candidato;
  4. essere in regola con l’applicazione delle norme a tutela del lavoro, obblighi contributivi, prevenzione degli infortuni ed in particolare rispettare il contratto collettivo nazionale per il settore di appartenenza e , se esistente, anche il contratto collettivo territoriale, che siano stati stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
  5. essere in possesso di strumentazione e apparecchiature hardware e software adeguate ai servizi da erogare.
  6. realizzare i servizi utilizzando la propria struttura organizzativa.

Non è pertanto consentito esercitare forme di intermediazione dei servizi verso altre imprese di consulenza, attraverso l’affidamento dell’intero incarico o parte di esso.

Sono ammissibili le spese, sostenute dai soggetti beneficiari dell’aiuto, strettamente connesse agli investimenti agevolati, e così classificate:

  • Acquisizione di servizi di consulenza su specifiche problematiche direttamente afferenti il progetto di investimento presentato;
  • I costi per l’ottenimento, la convalida e la difesa dei brevetti, degli altri diritti di proprietà industriale e intellettuale e altri attivi immateriali;
  • I costi per l’acquisizione di servizi di consulenza e di sostegno dell’innovazione;
  • Tali servizi non devono rivestire carattere continuativo o periodico e non devono essere assicurabili dalle professionalità rinvenibili all’interno del soggetto beneficiario.

Intensità dell’aiuto


L’aiuto è concesso attraverso sovvenzione diretta nella misura del 45% delle spese ammissibili, elevabile di un 5% per le imprese in possesso dei requisiti di promozione dell’integrazione sociale e della cultura della legalità.

Modalità e termini di presentazione delle domande di aiuto


La procedura di accesso prevede la presentazione telematica della domanda a partire dalle ore 12 del 10 aprile 2019 fino ad esaurimento delle risorse. La procedura valutativa prevede la valutazione di alcuni particolari requisiti formali e sostanziali sia inerenti la capacità economica finanziaria dell’impresa proponente sia in relazione alla qualità progettuale.

LA COMUNICAZIONE NELL'ERA DELL'INDUSTRIA 4.0

LA COMUNICAZIONE NELL’ERA DELL’INDUSTRIA 4.0

Dieci consigli per non perdere efficacia (e clienti)

Si sente ogni giorno parlare di industria 4.0, di sviluppo digitale, di realtà aumentata, ecc. con un unico obiettivo: incentivare le imprese alla digitalizzazione, allo sviluppo di processi produttivi capaci di rendere migliori le performance organizzative. Ed in effetti in Italia ne abbiamo un gran bisogno. Automazione, raccolta ed analisi dei dati di processo, ecc. sono soluzioni indispensabili per mantenere alto il livello di competitività delle aziende.

Eppure a volte si dimentica una parte fondamentale: la comunicazione.


La digitalizzazione della comunicazione

Prima di tutto ricordiamolo: la comunicazione (o promozione) è una leva fondamentale del marketing aziendale. Mi preme sottolinearlo perché molto spesso ci si focalizza sulla produzione, sulle strategie di prezzo o sulla distribuzione dimenticandosi dell’importanza di far conoscere al mondo i propri prodotti o servizi.  Per questa ragione nell’evoluzione aziendale verso il digitale anche la comunicazione sta subendo dei grossi cambiamenti.

Una volta infatti bastava la televisione, il quotidiano e pochi altri strumenti per riuscire ad ottenere un’ampia visibilità presso un pubblico ancora incantato da un mondo che non conosce. Ma adesso che i media sono saturi, che le difese dei nostri potenziali clienti sono altissime, come fare per incontrare il loro gradimento? Gli strumenti digitali ci aiutano tantissimo per almeno due ragioni:

  • Democratizzazione della comunicazione: tutte le aziende possono accedere alla comunicazione pubblicitaria digitale in virtù di costi sostenibili e proporzionabili a tutte le realtà aziendale (dalle micro alla grandi imprese).
  • Precisione della comunicazione: la possibilità di targettizzare le campagne pubblicitarie garantisce un’altissima precisione nel coinvolgere persone in target ed interessate alla mia offerta.

La comunicazione quindi va pensata per il nuovo mondo, per il modo con cui ogni giorno tutti quanti usiamo gli strumenti digitali. E in aggiunta va adeguata a questi nuovi strumenti. In definitiva il nostro potenziale target non è cambiato, tuttavia è cambiato il suo comportamento, il suo modo di reperire informazioni, di decidere se e cosa acquistare. E la maggior parte delle informazioni passa attraverso strumenti digitali quali smartphone, tablet, pc. Ecco quindi che la comunicazione digitale diventa fondamentale per ogni azienda perché pone le basi per:

  • Sviluppare brand forti (non dimentichiamo che brand come Amazon o Google hanno costruito sul web la loro fortuna e ogni giorno migliorano la loro comunicazione digitale per migliorare l’esperienza dei propri clienti)
  • Fare informazione individuando i luoghi in cui ci sono persone interessanti per le aziende (Siti, Blog, Social, …)
  • Vendere (lo sapevate che anche le persone che non comprano online si informano tramite il web prima di andare in negozio? E sapete che gli over 70 usano sempre più gli strumenti digitali?)

Dieci consigli per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione

  1. Pianificare una strategia integrata (online e offline)
  2. Definire con precisione chi sono i nostri clienti
  3. Scegliere cosa comunicare e come comunicare
  4. Creare un’immagine coordinata coerente e identificabile su tutti gli strumenti utilizzati
  5. Creare sempre un sito internet (non una pagina facebook!)
  6. Scegliere alcuni strumenti e gestirli con continuità
  7. I social network non sono una moda: se creiamo una pagina rendiamola attiva e ricca di contenuti
  8. Nel digitale si ha la possibilità di migliorare la comunicazione quasi in maniera istantanea: quindi fare continui test!
  9. Monitorare i dati: non sono di certo garanzia di successo ma sono quanto di più utile abbiamo a disposizione per migliorare l’efficacia della nostra comunicazione
  10. Dialogate con i vostri clienti: parlate e chiedete informazioni, vi aiuterà a perfezionare i vostri prodotti o servizi!

TITOLO II TURISMO - CAPO VI DELLA REGIONE PUGLIA

TITOLO II TURISMO – CAPO VI DELLA REGIONE PUGLIA

Si tratta del primo avviso sugli aiuti alle imprese pubblicato a livello nazionale a valere sulla programmazione 2014-2020 che darà la possibilità alle imprese di piccola e media dimensione operanti sul territorio regionale di presentare progetti di investimento a partire dal prossimo 22 gennaio 2015 e per gli anni successivi.

Finalità dell’agevolazione


La finalità principale dello strumento è quella di agevolare progetti di investimento iniziale di importo minimo pari a €. 30.000,00, destinati:

  1. alla creazione di una nuova unità produttiva;
  2. all’ampliamento o ammodernamento di una unità produttiva esistente;
  3. alla diversificazione della produzione di una unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi;
  4. un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di una unità produttiva esistente.

Soggetti beneficiari


Possono beneficiare degli interventi agevolativi le microimprese ed imprese di piccola dimensione.
La microimpresa è un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.
La piccola impresa è un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiori a 10 milioni di euro.

Settori ammessi


In particolare, rientrano in questo strumento agevolativo le imprese appartenenti alle seguenti categorie:

1. imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa o consortile, iscritte negli albi di cui alla legge 443/85;
2. imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio riferiti alle seguenti attività:

  •  esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso di vicinato (superficie di vendita non superiore a 250 mq);
  •  esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso (superficie di vendita da 251 a 1.500 mq ai sensi della LR n. 11/2003);
  •  servizi di ristorazione di cui al gruppo “56” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”, ad eccezione delle categorie “56.10.4” e “56.10.5”;
  • attività di commercio elettronico (e-commerce)
  • imprese, non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che realizzano investimenti riguardanti il settore delle attività manifatturiere di cui alla sezione “C”, il settore delle costruzioni di cui alla sezione “F” ed il settore dei servizi di comunicazione ed informazione di cui alla sezione “J” e alcuni servizi sanitari considerati di grande rilevanza sociale nell’ambito della divisione “Q – Sanità e assistenza sociale” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”

Intensità dell’aiuto


Contributo in conto macchinari
Alle microimprese e alle piccole imprese – con esclusivo riferimento agli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature – potrà essere erogato un contributo aggiuntivo in conto impianti che non potrà essere superiore al 20% dell’investimento e all’importo massimo di euro 800.000,00 per le Medie imprese e di euro 400.000,00 per le Piccole imprese.

Contributo sul montante interessi
Il contributo sul montante interessi viene riconosciuto in misura pari all’Interest Rate Swap (Euribor 6 mesi versus tasso fisso) denaro, in Euro a 10 anni (10Y/6M), pubblicato sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” il giorno della stipula del finanziamento, maggiorato di uno spread determinato dalla Giunta Regionale con proprio atto.

Qualunque sia la maggior durata del contratto di finanziamento, il contributo sul montante interessi sarà calcolato con riferimento ad una durata massima del finanziamento di:

  1. un periodo di preammortamento pari a 24 mesi e di sette anni di ammortamento per i finanziamenti destinati alla creazione, all’ampliamento e/o all’ammodernamento dello stabilimento;
  2. un periodo di preammortamento pari a 12 mesi e di quattro anni di ammortamento per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze. Nell’ipotesi in cui la durata dei contratti risulti superiore a quella massima di riconoscimento del contributo, il contributo medesimo verrà determinato sulla base di piani di ammortamento sviluppati per le durate sopra indicate.

Le agevolazioni saranno calcolate indipendentemente dall’ammontare del progetto ammissibile, su un importo finanziato massimo di € 4.000.000,00 per le Medie imprese e di € 2.000.000,00 per le Piccole imprese.

Spese ammissibili


Sono ammissibili le spese per:

  •  acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell’importo dell’investimento in attivi materiali;
  • opere murarie e assimilate;
  • infrastrutture specifiche aziendali;
  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all’attività di rappresentanza, nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all’effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni; per il settore dei trasporti sono escluse le spese relative all’acquisto di materiale di trasporto e l’acquisto dell’automezzo è ammesso solo per imprese di trasporto persone;
  • acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  •  trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.
  • Investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

In caso di acquisto di un immobile, sono ammissibili esclusivamente i costi di acquisto da terzi, purché la transazione sia avvenuta a     condizioni di mercato;
Le spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori sono ammissibili nel limite del 5% dell’investimento.

Presentazione richieste di finanziamento


E’ possibile presentare richieste di finanziamento a valere su questa misura dalla data del 22/01/2015.
Segnaliamo che il bando ha una procedura “a sportello”, dunque sarà attivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

TITOLO II - CAPO III DELLA REGIONE PUGLIA

TITOLO II – CAPO III DELLA REGIONE PUGLIA

Aiuti agli Investimenti delle Piccole e Medie Imprese

 

Si tratta del primo avviso sugli aiuti alle imprese pubblicato a livello nazionale a valere sulla programmazione 2014-2020 che darà la possibilità alle imprese di piccola e media dimensioneoperanti sul territorio regionale di presentare progetti di investimento a partire dal prossimo 22 gennaio 2015 e per gli anni successivi.

Finalità dell’agevolazione


La finalità principale dello strumento è quella di agevolare progetti di investimento iniziale di importo minimo pari a €. 30.000,00, destinati:
1. alla creazione di una nuova unità produttiva;
2. all’ampliamento o ammodernamento di una unità produttiva esistente;
3. alla diversificazione della produzione di una unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi;
4. un cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di una unità produttiva esistente.

Soggetti beneficiari


Possono beneficiare degli interventi agevolativi le microimprese ed imprese di piccola dimensione.
La microimpresa è un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.
La piccola impresa è un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiori a 10 milioni di euro.

Settori ammessi


In particolare, rientrano in questo strumento agevolativo le imprese appartenenti alle seguenti categorie:

1. imprese artigiane, costituite anche in forma cooperativa o consortile, iscritte negli albi di cui alla legge 443/85;
2. imprese che realizzano programmi di investimento nel settore del commercio riferiti alle seguenti attività:

  •  esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso di vicinato (superficie di vendita non superiore a 250 mq);
  •  esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso (superficie di vendita da 251 a 1.500 mq ai sensi della LR n. 11/2003);
  •  servizi di ristorazione di cui al gruppo “56” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”, ad eccezione delle categorie “56.10.4” e “56.10.5”;
  • attività di commercio elettronico (e-commerce)
  • imprese, non iscritte negli albi di cui alla legge 443/85, che realizzano investimenti riguardanti il settore delle attività manifatturiere di cui alla sezione “C”, il settore delle costruzioni di cui alla sezione “F” ed il settore dei servizi di comunicazione ed informazione di cui alla sezione “J” e alcuni servizi sanitari considerati di grande rilevanza sociale nell’ambito della divisione “Q – Sanità e assistenza sociale” della “Classificazione delle Attività economiche ATECO 2007”

Intensità dell’aiuto


Contributo in conto macchinari
Alle microimprese e alle piccole imprese – con esclusivo riferimento agli investimenti in nuovi macchinari ed attrezzature – potrà essere erogato un contributo aggiuntivo in conto impianti che non potrà essere superiore al 20% dell’investimento e all’importo massimo di euro 800.000,00 per le Medie imprese e di euro 400.000,00 per le Piccole imprese.

Contributo sul montante interessi
Il contributo sul montante interessi viene riconosciuto in misura pari all’Interest Rate Swap (Euribor 6 mesi versus tasso fisso) denaro, in Euro a 10 anni (10Y/6M), pubblicato sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” il giorno della stipula del finanziamento, maggiorato di uno spread determinato dalla Giunta Regionale con proprio atto.

Qualunque sia la maggior durata del contratto di finanziamento, il contributo sul montante interessi sarà calcolato con riferimento ad una durata massima del finanziamento di:

1. un periodo di preammortamento pari a 24 mesi e di sette anni di ammortamento per i finanziamenti destinati alla creazione, all’ampliamento e/o all’ammodernamento dello stabilimento;
2. un periodo di preammortamento pari a 12 mesi e di quattro anni di ammortamento per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze. Nell’ipotesi in cui la durata dei contratti risulti superiore a quella massima di riconoscimento del contributo, il contributo medesimo verrà determinato sulla base di piani di ammortamento sviluppati per le durate sopra indicate.

Le agevolazioni saranno calcolate indipendentemente dall’ammontare del progetto ammissibile, su un importo finanziato massimo di € 4.000.000,00 per le Medie imprese e di € 2.000.000,00 per le Piccole imprese.

Spese ammissibili


Sono ammissibili le spese per:

  •  acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell’importo dell’investimento in attivi materiali;
  • opere murarie e assimilate;
  • infrastrutture specifiche aziendali;
  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all’attività di rappresentanza, nonché i mezzi mobili strettamente necessari al ciclo di produzione o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all’effettiva produzione, identificabili singolarmente ed a servizio esclusivo dell’unità produttiva oggetto delle agevolazioni; per il settore dei trasporti sono escluse le spese relative all’acquisto di materiale di trasporto e l’acquisto dell’automezzo è ammesso solo per imprese di trasporto persone;
  • acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  •  trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.
  • Investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

In caso di acquisto di un immobile, sono ammissibili esclusivamente i costi di acquisto da terzi, purché la transazione sia avvenuta a     condizioni di mercato;
Le spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori sono ammissibili nel limite del 5% dell’investimento.

Presentazione richieste di finanziamento


E’ possibile presentare richieste di finanziamento a valere su questa misura dalla data del 22/01/2015.
Segnaliamo che il bando ha una procedura “a sportello”, dunque sarà attivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili.